Da Palais D’Argile a Labyrinthe, il cammino dei Feu! Chatterton.
Ancora un passo avanti per i Feu! Chatterton che dopo la riuscita di Palais D’Argile (2021) hanno preso il tempo necessario per fare anche meglio: Labyrinthe li conferma ai vertici del rock, nonché delle classifiche, francesi.
Fra i due dischi, la band non è rimasta senza far niente. Da marzo a maggio 2023 ha svolto una residenza al Louvre, esperienza proseguita con tre ulteriori date nel marzo 2024. Fondano anche un’etichetta propria, Universo Em Fogo e pubblicano un mini-album di 8 brani, colonna sonora dlla commedia musicale La Grande Magie, adattamento (libero) dall’opera di Eduardo De Filippo, ambientato negli anni Venti e firmato dalla regista Noémie Lvovsky.
Nel maggio 2024 muore il manager Jean-Philippe Allard: Feu! Chatterton gli rende omaggio in Labyrinthe con il brano Mille Vagues.
La prima metà del disco contiene alcune splendide perle
Il disco si apre con Allons Voir, un invito a celebrare la vita (Andiamo a vedere / Ciò che la vita ci riserva / Non temiamo nulla), breve ed efficace: è servita come apripista con un videoclip firmato da Jean-Charles Charavin.
L’album si snoda poi tra Le Labyrinthe e la splendida Ce Qu’on Devient, nella quale Arthur Teboul descrive stati d’animo cupi (Non so più chi sono / Quanto è lunga questa notte / Faccio il giro della città / Inseguito da un’ombra) che tuttavia sfociano in un ritornello esplosivo che non si dimentica facilmente.
A Cause Ou Grâce ci porta all’altro pezzo veramente forte del disco, probabilmente il migliore, ossia Baisse Les Armes, che unisce un testo degno della grande tradizione della chanson francese (Lei [la morte] mi ha detto: corre la voce / E tu dovresti fare come lei / Chilometri e chilometri / A cercare di essere un altro da me / Chilometri e chilometri / Ingoiati, senza riconoscere nulla / Mesi e mesi / A galoppare, a correre verso la mia rovina) al gusto con cui il gruppo intercetta le tendenze contemporanee, con un suono pulito, energico ma al contempo estremamente melodico.
L’impegno dei Feu! Chatterton
Cosmos Song contiene belle pulsazioni rock, è la canzone più muscolare e febbrile del disco, mentre Mon Frère e Mille Vagues abbassano la temperatura che si rialza però con le folate techno di L’étranger, adattamento di un poema di Louis Aragon; non è la prima volta che la band dialoga con il poeta, avendone interpretato L’affiche Rouge (nella versione resa celebre da Léo Ferré) in occasione dell’ingresso di Missak Manouchian al Pantheon il 21 febbraio 2024.
Ferré torna nel testo di Le Carrousel, che segue l’affascinante L’Alcazar, dagli arrangiamenti molto raffinati che veste alla perfezione le parole di Teboul. L’electro cupo e cadenzato di Monolithe apre la strada alla conclusiva Sous La Pyramide, dalla lunga introduzione strumentale a una parte cantata nuovamente molto bella ed evocativa.
Politici ma non in modo esplicito, esistenzialisti, senza timore di apparire troppo colti e “art-pop”, con Labyrinthe i Feu! Chatterton sommano le qualità dei dischi precedenti per un’opera straordinaria nei testi e nella musica. Uno dei grandi dischi dell’anno, e non solo per la scena francese.
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