Con Legacy John Fogerty dice: “I Creedence Clearwater Revival sono io”.
John Fogerty, volitivo ed energico ottantenne, affida idealmente la sua preziosa eredità musicale ai legittimi destinatari: figli e consorte. Ovviamente, sotto la sua piena e autorevole supervisione. Con ostinata pervicacia, John Fogerty ha superato i momenti più oscuri della sua vita e ciò gli ha permesso di acquisire una nuova e più solida consapevolezza del proprio ruolo (determinante) nella storia del rock.
Dopo anni di battaglie legali (particolarmente aspre quelle ingaggiate col produttore discografico Saul Zaentz) e di incomprensioni con gli altri membri della band, il leader e autentica anima creativa dei Creedence Clearwater Revival torna in possesso del catalogo dei brani che hanno reso celebre la band. Riconquistata la proprietà del materiale di cui è autore, il musicista californiano ne offre una “rigenerazione” vitale e suggestiva. Legacy, The Creedence Clearwater Revival Years non è solo una sorta di “family affair” celebrativo e liberatorio. Come scrive Fogerty nelle note di copertina (con una grafia alquanto chiara e minuziosa) la sua passione per la musica è saldamente ancorata all’infanzia e col tempo sarebbe diventata una ragione di vita: “Non sapevo se sarei diventato un bravo autore di canzoni. Ma sapevo con certezza che era ciò che volevo fare”.
Che cosa si ascolta (e chi suona) in Legacy
Le venti canzoni (più un paio di bonus tracks live), riproposte senza sostanziali modifiche in Legacy sono altrettante, maestose pietre miliari del rock americano. Bad Moon Rising, Who’ll Stop the Rain, As Long As I Can See The Light e Fortunate Son (potente manifesto antimilitarista) con le loro sonorità ruvide e accattivanti, fanno parte della memoria collettiva di intere generazioni di appassionati. Un altro gioiello grezzo e sfavillante composto da John Fogerty è certamente Proud Mary, resa ancora più popolare dall’incandescente cover di Ike e Tina Turner.
Come detto, solo dopo molti anni di controversie giudiziarie e una lunga serie di traversie esistenziali superate con fatica e determinazione, John Fogerty ribadisce a chiare lettere una verità innegabile: la proprietà artistica del materiale dei CCR gli appartiene. Ed è questa consapevolezza che dà origine a Legacy, un lavoro di riconciliazione col passato e di apertura verso il futuro. I figli Shane e Tyler Fogerty partecipano al progetto in qualità di (ottimi) chitarristi, la moglie Julie, a detta di John la sua principale ancòra di salvezza, ha il ruolo di produttrice esecutiva. Completano la line-up alcuni amici musicisti trai quali Matt Chamberlain alla batteria Bob Malone alle tastiere e Bob Glaub al basso. Infine, la piena compatibilità tra le tecniche di registrazione moderne e il suono fatto di ruvida istintualità dei brani originali è garantita dell’eccellente lavoro del mixing engeneer Bob Clearmountain.
Legacy è dunque una testimonianza d’orgoglio e consapevolezza da parte di un artista geniale e inqieto come John Fogerty, la cui voce risuona salda e potente come un tempo.
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