David Byrne, Who Is The Sky? “Canzonette” per voce e orchestra.
Uno dei mostri sacri della musica contemporanea, di quella che non ha bisogno di definizioni, giunto alla soglia dei 73 anni, novello sposo, continua a cantare, incidere dischi, andare in tour (a Febbraio 2026 sarà a Milano) e soprattutto a stupire. Who Is The Sky? è l’ennesimo riuscito capitolo musicale di David Byrne. In realtà parlare di ‘discografia’ diventa riduttivo: tra Talking Heads, collaborazioni, colonne sonore e album da solista, il lavoro dell’ex frontman delle Teste Parlanti è una cattedrale musicale la cui costruzione è iniziata nel lontano 1974 senza che ancora se ne veda la fine (e va bene così). A sette anni di distanza dal pluridecorato American Utopia, Byrne rimescola un mazzo di carte ormai noto agli estimatori, ma ancora una volta lo fa in maniera imprevedibile. Per l’occasione si presenta in compagnia di un’orchestra: la Ghost Train Orchestra di New York, una quindicina di elementi che, con fiati e ottoni, dà un’impronta piacevolmente barocca a uno degli album più pop del nostro.
Who Is The Sky?
Dicendo subito che la domanda del titolo sembra restare senza risposta, di sicuro sotto il cielo di Byrne abbiamo, anche questa volta, una nutrita schiera di collaborazioni illustri. Alla produzione Kid Harpoon, nuovo deus ex machina britannico già al lavoro con i nomi più noti del pop internazionale, da Rihanna a Harry Styles. Qua e là le voci di St. Vincent e Hayley Williams (Paramore) e alle percussioni Tom Skinner (Sons Of Kemet e The Smile). Who Is The Sky? è un disco sfacciatamente ottimista, in un momento in cui ci si aspetterebbero tinte più cupi, in particolare da qualcuno che è ormai considerato un maître à penser non solo musicale. Ma David Byrne non ha più nulla da dimostrare e sceglie l’ironia e la leggerezza come forma di resistenza.
Al primo approccio ci fa credere di aver confezionato dodici nuove “canzonette” allegre, esageratamente catchy. Agli ascolti successivi ci si accorge che il suo stile inconfondibile è ancora ben presente e si attiva in maniera raffinata per mescolare assurdità giocose e riflessioni profonde toccando, in modalità beffarda, temi come le ansie della quotidianità o le nuove frontiere della spiritualità con un approccio umoristico e stravagante.
Le nuove canzoni
Si parte con il primo singolo: Everybody Laughs, chiara dichiarazione d’intenti nonché manifesto programmatico di tutto quel che segue. Forse il brano più radiofonico dalle sonorità riconoscibili e dal ritornello, persino troppo, accattivante. Un po’ meno piaciona la traccia successiva, When We Are Singing che ricorda i lavori minori, ma non meno interessanti della produzione anni ’90. My Apartment Is My Friend è uno dei momenti in cui il fantasma dei Talking Heads è piacevolmente presente; stessa cosa succede in She Explains Things To Me e nella conclusiva The Thruth. Non manca la quota “tropical”, alla Rei Momo: What Is The Reason For It farà contenti gli estimatori del periodo. Da segnalare anche I’m An Outsider, il titolo non ha bisogno di aggiungere altro.
David Byrne oggi
Who Is The Sky? è senz’altro uno dei dischi più coinvolgenti del momento, pur lasciando una piacevole sensazione destabilizzante. Chi è David Byrne oggi? Semplice: un genio!. Un genio che si permette di vestire i panni di un “weird Buddha” e declamare grandi verità in I Met Buddha At A Downtown Party: “Mi sono dovuto ritirare dal business dell’illuminazione spirituale, non ho le risposte, non le ho mai avute, pensano che io li possa aiutare, ma non sono così intelligente, quindi assaggia un pezzo di questa triste torta di mirtilli”.
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