Land of Kush – Sand Enigma
Constellation - 2019

Recensione: Land of Kush – Sand Enigma

Il proteiforme Sam Shalabi riunisce una big band per il nuovo progetto dei Land of Kush: Sand Enigma.

Land of Kush è un ensemble diretto da Sam Shalabi, musicista che si divide fra Il Cairo e Montreal, e che per l’occasione riunisce 24 musicisti dalle più varie estrazioni musicali e provenienza geografica.

Land of Kush – Sand Enigma

Constellation – 2019

Questo è il quarto lavoro che esce sotto questo nome e sempre per la più che meritoria label Constellation. Ma Shalabi è anche membro di altre band  innovative e sperimentali, come Dwarfs of East Agouza, Shahabi Effects, Karkhana e ha collaborato con Jerusalem in My Heart,  Nadah El Shazly e Maurice Louca, dando vita a una scena che sta davvero rivoluzionando la musica araba contemporanea, aprendola a influenze che vanno dal jazz, al noise, al rock, all’improvvisazione, all’elettronica, alla psichedelia. Sand Enigma è opera monumentale, 75 minuti in tutto, una gran varietà di strumenti, archi, fiati, chitarre, tastiere, basso, percussioni, ma anche oud, santur, darbouka ed elettronica. Coinvolti anche diversi cantanti.

Sam Shalabi tra jazz e progressive

Non c’è dubbio che si tratti di opera impegnativa e ambiziosa, densa e ricca, come lo furono, in un contesto molto diverso, dischi come Centipede di Keith Tippett e Metropolis di Mike Westbrook che, attraverso il coinvolgimento di molteplici musicisti ricercavano un legame fra jazz e progressive rock. Obiettivo di Shalabi è sperimentare attraverso l’incontro fra tradizione orientale, in particolare quella delle grandi orchestre egiziane, e le esperienze più innovative e sperimentali della musica occidentale.

Sand Enigma: un disco ambientato al Cairo

A sei anni di distanza dal precedente The Big Mango, che rifletteva le speranze e le illusioni suscitate  dalle primavere arabe, Sand Enigma, che già nel titolo mostra incertezza, perplessità, timore, giunge dopo cinque anni di permanenza di Shalabi al Cairo. Anni in cui le sorti tormentate dell’Egitto sembrano andare in una direzione opposta a quella auspicata dai manifestanti di Piazza Tahir. La costruzione spesso straniante dei brani, con arditi passaggi da uno stile all’altro, o quell’atmosfera apparentemente caotica che vi si respira, riflettono l’analoga incertezza e inquietudine causata dalla situazione politica e sociale del Paese.

Le canzoni del nuovo disco

Aha è costruita su una partitura nervosa. I vari strumenti, fiati, archi, percussioni, si accavallano, attorcigliano, confliggono, ma su tutti tenta di librarsi in un’atmosfera onirica la voce meravigliosa di Nadah El Shazly, presente anche nella psichedelica e bellissima Trema. La traccia è esemplificativa del contrasto fra caos, disordine e armonia che è la cifra stilistica che sottende tutto il lavoro.

Può accadere che il suono caldo del sax finisca travolto da un coacervo di lamenti e grida, dalla calma alla disperazione (Domyat 1313),  o che il maqam, cioè la melodia tipica della musica araba, debba lottare contro le manipolazioni elettroniche per affermarsi (Broken Maqam). Nella title track  tutto si contraddice, i suoni diventano rumori, le voci si trasformano in deliri vocali angosciosi e beffardi in un susseguirsi di costruzione e distruzione. Mentre nella suggestiva Safe Space su un vivace ritmo sincopato il canto della giapponese  Maya Kuroki intreccia armonie orientali e in Recuerdo l’emozionante e intensa voce di Katie Moore evoca paesaggi notturni e onirici.

Land of Kush – Sand Enigma: il verdetto

Sand Enigma ripaga chi avrà voglia di farsi trasportare in questo viaggio nel quale Shalabi mostra di essere libero da schemi e barriere, di non temere l’audacia e il rischio della sperimentazione. E se anche c’è qualche momento di stanca o non particolarmente felice, si tratta di piccoli difetti in un’opera che regala momenti bellissimi ed emozionanti.

Land of Kush – Sand Enigma
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Ignazio Gulotta

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Nato nel 54 a Palermo, dal 73 vive a Pisa. Ha scritto di musica e libri per la rivista online Distorsioni, dedicandosi particolarmente alla world music, dopo aver lavorato nel cinema d’essai all’Atelier di Firenze adesso insegna lettere nella scuola media.

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