Caroline Polachek – Pang
Columbia – 2019

Recensione: Caroline Polachek – Pang

Pop’s Not Dead!

Caroline Polachek – Pang

Columbia – 2019

Il 2019 sta volgendo al termine e sorgono spontanee alcune considerazioni. Da tempo oramai il rock, inteso nel senso più tradizionale del termine, non sta dando risultati particolari per quanto riguarda la produzione di qualcosa di nuovo. Il vecchio rock procede stancamente e il pericolo di crollare sotto il suo stesso peso è più che mai reale. Le “novità” non arrivano più dall’ambito “rock”. L’anno ancora in corso ha visto emergere ottimi prodotti provenienti da generi altri e l’affermarsi di categorie che tentano con successo la grande scalata delle classifiche e dell’olimpo mainstream. L’hip-hop, ad esempio, gode di ottima salute così come i suoi adepti e nuovi affiliati. Il pop senza dubbio è uno dei grandi protagonisti del momento. Declinato in diverse forme, dalla più classica e vintage (Mark Ronson) alla più hipster e techno-home-made (Billie Eilish) il pop d’annata sta regalando sorprese inaspettate.

Caroline Polachek e Pang, il debutto da solista

L’ex altra metà dei Chairlift debutta, in questo clima, con una prova pop d’autore che non passa inosservata. Se qualche detrattore fosse ancora convinto che il pop non sia in grado di fornire sperimentazioni interessanti deve ascoltare Pang. La formula è apparentemente nota. Il rimando a Björk o a Kate Bush delle origini è lecito quanto meritevole dal momento che le due signore in questione si trovano al momento ingarbugliate in un eccesso di autoreferenzialità che le sta allontanando dal grande pubblico.

 

Pang è un album   raffinato, complesso, astutamente prodotto, e le intenzioni di Caroline Polachek sono qui ben espletate: stravaganti, contemporanee e strettamente individuali.

Le canzoni di Pang

Si parte con un paio di brani decisamente riusciti, tra i quali la title track, che risentono piacevolmente delle precedenti esperienze della Polachek. La prima grande sorpresa arriva con New Normal, un pezzo strutturalmente originale quanto coraggioso concepito armoniosamente da una melodia particolarmente azzeccata proposta più volte in tonalità diverse. Ottimo esperimento che vale l’intero lavoro. Pang prende poi corpo in maniera più omogenea nella seconda parte. Da Insomnia alla conclusiva Parachute Caroline Polachek dà il meglio sfoggiando un repertorio che lascia chiaramente intravedere una serie di potenzialità in via di formazione pronte a brillare di luce propria.

Caroline Polachek – Pang
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Mauro Carosio

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Ha suonato con band punk italiane ma il suo cuore batte per il pop, l’elettronica, la dance. Idolo dichiarato: David Byrne. Fra le nuove leve vince St. Vincent.

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