Neil Young - Toast

Una altro recupero dal passato di Neil Young: Toast

Cosa c’è di nuovo a casa di Neil Young? Non molto, per ora, ma la macchina infernale dei NY Archives galoppa con le sue  uscite periodiche, in un horror vacui inquietante. Agli archivi dobbiamo anche aggiungere anche  i  recenti sei volumi della Official Bootleg Series e la Special Releases Series.

Di quest’ultima specie è il recentissimo Toast (Reprise), disco finalmente pubblicato nella forma prevista all’epoca, cioè nel 2002,  quando fu archiviato (eh sì) per pubblicarne alcune canzoni in  Are You Passionate? e usarne altre nelle esibizioni dal vivo. Le registrazioni di Toast ebbero luogo a San Francisco,  in una sala d’incisione decadente, topi e puzze comprese, ma pregna di storia.

I brani di Toast e il confronto con Are You Passionate?

Il disco prende nome da quello dello studio  dove  aveva registrato qualcosa pure John Coltrane, anche se forse all’epoca il suo nome era Coast Recorders (riporto queste notizie così come distribuite da internet). Con i fidi Crazy Horse, qualche ospite e i cori della moglie Pegi, Toast suona parecchio meglio di Are You Passionate?, soprattutto perché l’omogeneità classica del ‘’cavallo selvaggio” va tutta a beneficio dei sette brani, nessuno dei quali, peraltro, entrerà nella Top 10 50  delle canzoni di Young. Tuttavia il confronto dei quattro brani in comune (due col titolo diverso) è impietoso.

Goin’ Home a parte, che è identica nei due dischi, i tre brani rimanenti hanno un suono più cupo e le esecuzioni sono dilatate e dense, mentre le canzoni ripescate sono assoluta energia senza fronzoli, bestie da palcoscenico,  con alcuni  riff rubati ai Deep Purple di Blackmore. Insomma, non si capisce perché Young abbia a suo tempo cambiato idea, ma non è una manovra inconsueta per il canadese (v. il caso di Homegrown). A posteriori, un disco severo, piacevole e coeso come Toast avrebbe meritato la pubblicazione, incuneandosi  in un periodo piuttosto confuso della discografia younghiana, tra l’incerto Silver And Gold e il presuntuoso eco-concept di Greendale.

Neil Young - Toast
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Recensore di periferia. Istigato da un juke-box nel bar di famiglia, si cala nel mondo della musica a peso morto. Ma decide di scriverne  solo da grande, convinto da metaforici e amichevoli calci nel culo. Scrive così così, disegna anche peggio, come si capisce qui: www.fausto-meirana.tumblr.com

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