Nicole Coceancig canta il drammatico viaggio di Zohra.
Avere un legame fortissimo con un luogo e, al tempo stesso, guardare oltre quel luogo. Questa è la ragion d’essere umana e artistica di Nicole Coceancig, bel nome emergente della scena italiana (e vincitrice nel 2024 del Premio Ciampi).
Il luogo è la Carnia, terra remota aspra e fascinosa, oltreché crocevia fra Italia, Austria, Slovenia. Nicole canta in friulano sia per restare nell’ambito della tradizione musicale locale, sia per muoversi nel mondo. Lo fa con il progetto Cur Di Veri dedicato al tango argentino e, in ambito del tutto diverso, con questo concept album intitolato Zohra.
Che cosa racconta Zohra
Zohra è una ragazza pakistana che, tagliati i capelli e indossati abiti maschili, inizia un drammatico viaggio verso l’Europa percorrendo quello che viene chiamato, sanitizzando una tragedia, “corridoio balcanico”.
L’album si dipana come un flusso di emozioni, a volte ovattate dallo smarrimento, a volte illuminate dalla luce diafana di luoghi e persone tremendi (particolarmente efficaci sono i passaggi ‘in soggettiva’). Un angoscioso senso di sospensione, di precipizio a un passo, permea l’intero lavoro, anche se la musica suona sempre consolatoria, avvolgente (complimenti anche al co-coordinatore Leo Virgili) e con diversi spunti melodici di limpida bellezza.
Nicole Coceancig: la lingua e il canto
Se la scarsa comprensibilità del friulano, la sua problematica localizzazione (“Ma è tedesco? Sai che sembra slavo?”) possono in partenza sembrare un ostacolo (*), all’ascolto l’effetto è quello di una fluida lingua universale che, volendo, potrebbe anche essere l’urdu di Zohra. O il curdo o il parsi o l’arabo di tante e tanti che lo stesso cammino hanno affrontato e affronteranno…
Una medesima funzione unificante la fornisce la voce di Coceancig, che qualcuno ha definito ‘antica’. In realtà la si può definire sia indiscutibilmente contemporanea, quantomeno nel senso cantautoriale del termine, sia capace di scavare in un passato ancestrale, nel solco di figure importanti come Giovanna Marini, Victoria Spivey o Anne Briggs.
A questo punto non è uno spoiler dire che il viaggio di Zohra ha una conclusione felice proprio dalle parti di casa di Nicole. Di qualche lieto fine abbiamo davvero tanto bisogno.
(*) il cd contiene comunque le traduzioni in italiano
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