No More Like This: secondo appuntamento in studio per il trio inglese PVA.
I PVA debuttano nel 2022 con un disco interessante, Blush, caratterizzato da ritmi serrati e un piacevole orientamento verso il dancefloor. Passano quattro anni e alla seconda prova i tre (Ella Harris, Josh Baxter e Louis Satchell) cambiano rotta e optano per un percorso più introspettivo e atmosferico. Viene quindi abbandonata la cassa dritta per abbracciare sonorità trip-hop e pop elettronico segnando un deciso distacco dalle ancor recenti origini. Uscito il 23 Gennaio, No More Like This gioca su contrasti, tensioni e campionamenti. Ritmiche minimaliste convivono con giri di basso più incisivi, mentre il tono sospeso delle composizioni può parere tanto effimero quanto riconoscibile e coerente con se stesso.
Le nuove canzoni
“Good morning, following the moon, ambience again…” Si inizia così, con la voce di Ella Harris sulle note di Rain, brano di apertura tra i più “dilatati”, non troppo incisivo in verità, tuttavia fondamentale per impostare il tono lento e ipnotico dell’intero lavoro. Tra le dieci tracce spiccano senz’altro Anger Song, grazie alla sua tensione emotiva e alla costruzione sonora intensa e ben assemblata, e Boyface, uno dei momenti chiave della nuova produzione nonché primo singolo uscito: voce sussurrata, atmosfera trip-hop, tono vagamente “sonnolento” alla maniera di Tricky. Interessante Okay, un vero soundscape di oltre sette minuti che cresce lentamente puntando più sull’atmosfera che sull’impatto immediato.
No More Like This: luci e ombre di un gruppo fuori dagli schemi
Ascoltati i primi due album dei PVA senz’altro emerge il profilo di una band poco interessata a seguire un percorso lineare che punta a uno specifico obiettivo. Se ci si aspettava un’evoluzione ‘organica’ rispetto alle origini si resta spiazzati. Tanto di cappello quindi per il coraggio di cambiare con un lavoro meno esplosivo ma più personale e riflessivo. Non tutto funziona con la stessa intensità, ma i momenti migliori mostrano una band che sta cercando nuovi linguaggi senza paura di perdere terreno.
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