The Cribs e Selling A Vibe: quando la musica aiuta e rincuora.
Quando ho appreso la notizia di un nuovo disco dei The Cribs ho pensato che c’è ancora speranza in questa terra. Malgrado presidenti che mirano a diventare dittatori e classifiche italiane zeppe di nomi sconosciuti i The Cribs spiccano per la loro autenticità sempre viva.
Per chi non li conoscesse, stiamo parlando di un trio inglese (siamo dalle parti di Wakefield-West Yorkshire) che ha alle spalle più di vent’anni di storia. Da The Cribs, debutto del 2004, la band ha sempre tenuto fede a un’attitudine indie rock con spiccate venature pop e chitarre grezze, ma con l’aspetto melodico sempre in evidenza.
Entrati di diritto fra le band più rappresentative del campo indie rock e, pur avendo sempre sofferto della nomea di band almost famous, sono rimasti fedeli al loro modello incuranti delle difficoltà incontrate. Persino quando, nel 2017, scoprirono dei magheggi ad opera del loro management che li privava dei diritti inerenti al loro vecchio catalogo. Fu Dave Grohl quella volta, a ridargli vigore e volontà di rialzarsi aiutandoli nella realizzazione di Night Network (2020).
La musica di Selling A Vibe
Ed ora rieccoli in gran forma con Selling A Vibe e una sequenza di composizioni che non si discostano dal loro stile. Volendo dare una definizione della loro stile lo diremmo è un composto di leggerezza e di ricerca lo-fi. In alcuni tratti stilistici e nell’uso continuo del semi-distorto alla chitarra mi ricordano gli Hüsker Dü e la loro vocazione pop senza cedere a facili lusinghe. Fra i brani spiccano Never The Same e Self Respect, dove torna a farsi sentire l’influenza benefica di Johnny Marr (che lavorò con la band ai tempi di Ignore the Ignorant). E ancora Summer Seizures, l’intensa Looking For The Work Guy, la classe di If Our Paths Never Crossed e il divertente siparietto in stile lirica italiana di You Tell Me Everything.
E se questo non bastasse a farvi innamorare della band e di questo disco vi ricordo che i Cribs sono un’impresa familiare creata dai gemelli Gary e Ryan Jarman assieme al fratello più giovane Ross. E dal vivo non tradiscono mai, autentici come su disco con negli occhi lo stesso entusiasmo e la stessa meraviglia di sempre.
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