Refused Freedom

Refused Freedom

I Refused: da The Shape Of Punk To Come a Freedom.

The Shape Of Punk To Come: così nel 1998 i Refused intitolavano un fantastico disco (ristampato molto bene nel 2010) ch’era però anche la conclusione della loro non lunga carriera. La fusione di hardcore e free jazz/punk/pfunk messa in scena allora dagli svedesi continua a lasciare attoniti, anche se, va detto, il punk non ha mai assunto quella forma lì, seguendo invece binari assai più consueti e scontati. Difficile allora attendersi qualcosa di preciso da questo ritorno discografico, preceduto da alcuni concerti. L’impegno, anche economico, non manca: alla produzione troviamo Nick Launay e Shellback, che assicurano alla band un suono potente. Tuttavia, a dispetto del titolo scelto dai Refused, Freedom è anche un disco decisamente più usuale rispetto a The Shape Of Punk To Come, seguendo una formula metal-punk ben eseguita ma certo non nuovissima.

Una versione più convenzionale dei Refused

Non mancano le variazioni sul tema: l’inizio di Old Friends/New Wave con l’intreccio di distorsioni, chitarre acustiche e basi elettroniche, per esempio, potrebbe rinviare agli altri neoriformati Faith No More; non casualmente i Refused hanno fatto loro da spalla nel tour statunitense del 2014. Françafrique ha un impatto abbastanza immediato; Servants Of Death, dell’incedere hard-rock-funk, richiama stranamente persino gli Aerosmith, mentre la conclusiva Useless Europeans ha un piglio new wave che, superando i sei minuti, stanca un po’. Ma si potrebbero anche preferire gli episodi più granitici, come Elektra o Dawkins Christ, dotate di riff che piaceranno ai fan degli Slayer. Insomma, Freedom non è The Shape Of Punk To Come 2 e non è neppure indispensabile. Però costituisce un ascolto non sgradevole e servirà se non altro a ritrovarli in scena.

7/10

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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

Di Marina Montesano

Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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