Ottima conferma con alcune novità per la band inglese
“Femmina Alfa sarò appena dietro di te / Non ti tratterrò in alcun modo”, canta Hayden Thorpe in Alpha Female; e “Bella donna cosa vuoi da me? Tu sei una dea, e io non ho nient’altro che le mie convinzioni” in Celestial Creatures”. E’ quasi un concept Boy King, il quinto disco dei Wild Beasts, dedicato all’esplorazione della mascolinità del XXI secolo e ai rapporti fra i generi. La musica che l’accompagna è anch’essa un’esplorazione: della melodia, della sensualità, condotta dal falsetto (quasi sempre) di Thorpe che ormai appare il solo vocalist della band.
Get My Bang
Non hanno mai inciso un disco esattamente uguale all’altro, i Wild Beasts, e questo (prodotto dal versatile John Congleton: St Vincent, Swans, The War On Drugs) potrebbe essere il loro più squisitamente pop: abbastanza electro da conferire una buona danzabilità, ma senza dimenticare chitarre-basso-batteria a dare nerbo alle composizioni, che scorrono via bene con molti momenti eccellenti. Alle già citate Alpha Female e Celestial Creatures possiamo certamente aggiungere He The Colossus e Dreamliner: e siamo già a quattro su dieci complessive. Con i singoli Get My Bang e Big Cat a seguire. Insomma un disco fra i loro più riusciti, certamente in grado di bissare il successo del precedente Present Tense. Forse non hanno più scritto un inno come Hooting & Howling (da Two Dancers), e forse non lo scriveranno più, ma Boy King è un disco che si apprezza lentamente e nel suo complesso, che si scopre un po’ per volta e che si riascolta spesso. Ed è una conferma dei Wild Beasts come una fra le band più interessanti e più costanti della scena inglese.
8,2/10
Big Cat
