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THE UNTHANKS – DIVERSIONS VOL. 3 – SONGS FROM THE SHIPYARDS (Rabblerouser 2012)

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di Antonio Vivaldi

Per le famose sorelle folk Rachel e Becky Unthank le ‘Diversioni’ sembrano essere divenute, a dispetto della sigla, un percorso che corre parallelo alla discografia principale. Dopo il volume dedicato alle canzoni  di Antony e Robert Wyatt e quello insieme a una banda di ottoni, Songs From The Shipyards è ancora una volta un lavoro a tema, associato a un documentario sui cantieri navali dell’Inghilterra settentrionale. L’approccio è  come sempre serio senza risultare accademico; il molto talento, il molto studio delle fonti e la molta cura dei dettagli  sono accostati a un’accogliente modalità del tipo storie raccontate davanti al caminetto di casa (con tanto di accentone gutturale nord-inglese). A stupire è soprattutto la naturalezza di due voci uguali-diverse che si allontanano e si riprendono,  dialogano e si confrontano, ricordando sia Kate e Anna McGarrigle sia, per essere più arditi, Anni-Frid e Agnetha degli Abba. Un esempio da manuale in tal senso è  rappresentato dalla canzone più nota in scaletta, Shipbuilding di Elvis Costello e Clive Langer, dove le parti cantate a incastro (inclusa la voce maschile di Adrian McNally ) rendono perfettamente la drammatica domanda che fa da sfondo al testo: la guerra che darà lavoro ai nostri cantieri ucciderà anche i nostri figli?

8,4/10

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