Depeche Mode Spirit Recencensione
Verve Records - 2017

Recensione: Depeche Mode – Spirit

Depeche Mode – Spirit.

Depeche Mode Spirit Recencensione

Verve Records – 2017

Sull’ultima fatica dei Depeche Mode c’erano tante aspettative e una grande attesa. La band di Basildon torna dopo quattro anni da Delta Machine con un disco che, a sorpresa, presenta interessanti novità.

Breve storia di una leggenda mainstream.

Corre l’anno 1980 quando nascono i Depeche Mode. L’album di debutto, Speak & Spell, viene subito salutato con grande favore da pubblico e critica. I successivi 37 anni sono caratterizzati da un avvicendarsi di successi tali da renderli quasi immuni da qualunque critica oggettiva. Band di culto negli anni ’80 arrivano ad essere un vero e proprio mito planetario nel decennio successivo. Dischi come Music For The Masses , Violator o Playing The Angel rimangono nella memoria di milioni di fan che ancora oggi costituiscono una setta potente e numerosa.

I Depeche Mode piacciono, coniugano con capacità e sapienza sonorità che funzionano in modo da accontentare tutti. La loro forza sta nell’essere una macchina da guerra, e da soldi, costituita dalla ditta Gahan-Gore-Fletcher che, inventando un sound da sempre riconoscibil, non sbaglia un colpo. Sintetizzatori, percussioni e la voce di Dave Gahan, che peraltro canta sempre meglio, scrivono brani che rimangono nella storia. Personal Jesus, Just Can’t Get Enough o Enjoy The Silence, per citarne alcuni, sono le colonne portanti di un edificio ormai storico.

Dal 2009, con l’album Sound Of The Universe, qualcosa s’incrina.  I Depeche Mode sembrano adagiarsi sui fasti che la carriera ha loro accreditato sfornando un album abbastanza scontato. Stessa cosa accade per il successivo Delta Machine. Attenzione: questo non vuol dire che i milioni di fedelissimi se ne siano voluti accorgere e anche gli ultimi tour vanno sold out in poche ore.

Spirit: un sapiente nuovo corso e un messaggio forte

Ed  ecco che i nostri corrono ai ripari per riconquistare il trono che sembrava vacillare. Spirit è senz’altro il loro album migliore da dieci anni a questa parte. Complice senza dubbio la produzione di James Ford, già noto per aver lavorato con Arctic Monkeys, Last Shadow Puppets, Foals e altri nomi illustri. Ford inverte la marcia e impedisce ai Depeche Mode di indugiare sui vecchi allori. E così il disco picchia duro come non succedeva dai tempi di Playing The Angel. Di nuovo sintetizzatori e percussioni potenti accompagnano 12 nuovi brani, alcuni dei quali, decisamente molto ben riusciti. Il tutto impreziosito da un messaggio fortemente politico, che, facendo leva sulla decadenza dell’Occidente, scuote le masse riproponendo un nuovo Music For The Masses.

 

Gli episodi degni di nota sono diversi. Intanto il singolo Where’s The Revolution, ovvia la dichiarazione di intenti, è già un tormentone. Non cerchiamo il nuovo Enjoy The Silence. Siamo oltre: So Much Love è la dimostrazione di come si possa sfornare la canzone perfetta senza ripetersi. Altri brani più intimi, ma arricchiti da nuove e suggestive atmosfere sono Cover Me e Fail che chiude magistralmente l’ennesimo capitolo felice di una band molto amata. Forse troppo?

Depeche Mode - Spirit
8.0 Voto Redattore
0 Voto Utenti (0 voti)
Cosa ne dice la gente... Dai il tuo voto all'album!
Sort by:

Be the first to leave a review.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Show more
{{ pageNumber+1 }}
Dai il tuo voto all'album!

print
Mauro Carosio

Written by

Ha suonato con band punk italiane ma il suo cuore batte per il pop, l’elettronica, la dance. Idolo dichiarato: David Byrne. Fra le nuove leve vince St. Vincent.

You may also like...

Lascia un commento!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.