NoAge_byBenjaminClark

@ Benjamin Clark

I No Age, veterani della scena noise rock, sono in procinto di pubblicare il loro nuovo LP People Helping People, in uscita il 16 settembre per Drag City, a due anni dall’ottimo Goons Be Gone.  Abbiamo intervistato il chitarrista Randy Randall (ossia il 50% della band, composta con il batterista/vocalista Dean Allen Spunt) per sapere qualcosa in più del nuovo disco e per parlare della scena musicale del passato e del presente. La traduzione italiana è in fondo.

  1. Almost 20 years of music making! How was the scene in 2005 and how is it now?

It’s tough to answer really because I was 24 in 2005 and I’m 41 now. I am not out to as many concerts and hanging out with as many bands as I was when I was 24. For me LA has always been a huge city with thousands of sub cultures that co-exist. I have seen a lot of cross-cultural influences as I got older. Punk, hip hop Noise, dance, electronic, folk, experimental, ambient, metal everything is mixed up a lot more than it was 20 years ago.

  1. Your music has greatly changed since your early recordings. Do you perceive it a slow and natural process, or were there moments in which you consciously decided to change something?

I think we have pretty naturally evolved. I still feel the same spark and excitement for the music we are making now as I felt when we were making our first record. I guess I feel a little more confident, for better or worse, now. Like early on I was scared because I didn’t really know how to play guitar that well and I was intimidated by the recording process. I was afraid to make mistakes and I would beat myself up if I messed up. Now, I have played guitar for a long time and I’m still not great but I feel ok with this being as good as I’m gonna get at guitar. I don’t beat myself up when I make mistakes any more. I think Dean and I are pretty good at communicating with each other about what feel in the music that we are excited about now. We were not good at expressing what excited us specifically early on.

  1. “Rock is dead”. According to us this statement is bullshit. Your opinion?

I think all music is valid. To me that statement speaks more to popular trends. I have no idea if millions of people like traditional rock music. I am stoked that I can turn on Captain Beefheart and the Minutemen whenever I want and show my kids. We don’t have to shower racks to find really awesome obscure records anymore. It is interesting to see libraries of bands up for streaming. I love going down a rabbit whole on a streamer and discovering new music that I couldn’t afford to buy if I had to buy each of those weird records. I keep a list and will look for those new artists when I do make it to a rerecord store. I feel like the Jesus Lizard were one of the best “rock” bands ever.

  1. Is People Helping People a lockdown album?

Maybe, we def made part of this record during the lockdown. Maybe it has some reflective moments in there.

  1. Are you still eager to make music together?

I think so. We still get together and practice and write new music. I won’t lie, both of our lives are filled with responsibilities we didn’t have when we were in our twenties, so we schedule our time a little more these days but it is always great to get the chance to sit down and write and play music together.

  1. In its own terms People Helping People can be considered dreamy and introspective. Do you agree with this?

Totally, I think there are some very dreamy introspective moments. I love albums like that. I think Loveless by My Bloody Valentine is a dreamy introspective record.

  1. Quasi 20 anni di musica! Com’era la scena nel 2005 e com’è ora?

È difficile rispondere, perché avevo 24 anni nel 2005 e ne ho 41 ora. Non vado a tanti concerti e non frequento tante band come quando avevo 24 anni. Per me Los Angeles è sempre stata una città enorme con migliaia di sottoculture che coesistono. Con l’età ho visto molte influenze interculturali. Punk, hip hop, noise, dance, elettronica, folk, sperimentazione, ambient, metal, tutto è molto più mescolato rispetto a 20 anni fa.

  1. La vostra musica è cambiata molto rispetto alleprime registrazioni. Lo percepite come un processo lento e naturale, o ci sono stati momenti in cui avete deciso consapevolmente di cambiare qualcosa?

Penso che ci siamo evoluti in modo abbastanza naturale. Sento ancora la stessa scintilla e lo stesso entusiasmo per la musica che facciamo ora, come quando abbiamo fatto il primo disco. Credo di sentirmi un po’ più sicuro, nel bene e nel male, adesso. All’inizio ero spaventato perché non sapevo suonare bene la chitarra ed ero intimidito dal processo di registrazione. Avevo paura di commettere errori e mi percuotevo se sbagliavo. Ora suono la chitarra da molto tempo e non sono ancora bravissimo, ma mi sento a posto se questo è il massimo che riuscirò a fare con la chitarra. Non mi picchio più quando faccio degli errori. Penso che io e Dean siamo abbastanza bravi a comunicare tra di noi su ciò che sentiamo nella musica e che ci entusiasma ora. All’inizio non eravamo bravi a esprimere ciò che ci entusiasmava in modo specifico.

  1. “Il rock è morto”. Secondo noi questa affermazione è una stronzata. La vostra opinione?

Penso che tutta la musica sia valida. Per me questa affermazione si riferisce più che altro alle tendenze popolari. Non ho idea se a milioni di persone piaccia la musica rock tradizionale. Sono entusiasta di poter ascoltare Captain Beefheart e i Minutemen quando voglio e di poterli far sentire ai miei figli. Non c’è più bisogno di setacciare rastrelliere per trovare dischi oscuri davvero fantastici. È interessante esplorare a fondo le discografie di gruppi musicali disponibili per lo streaming. Mi piace buttarmi a capofitto un uno streamer e scoprire nuova musica che non potrei permettermi di acquistare se dovessi comprare ognuno di quei dischi strani. Tengo una lista e cercherò questi nuovi artisti quando andrò in un negozio di dischi. Credo che i Jesus Lizard siano stati uno dei migliori gruppi “rock” di sempre.

No Age
@ Benjamin Clark
  1. People Helping People è un album del lockdown?

Forse, abbiamo fatto parte di questo disco durante l’isolamento. Forse c’è qualche momento di riflessione.

  1. Avete ancora voglia di fare musica insieme?

Penso di sì. Ci riuniamo ancora, ci esercitiamo e scriviamo nuova musica. Non mentirò, entrambe le nostre vite sono piene di responsabilità che non ci toccavano quando avevamo vent’anni, quindi oggi programmiamo un po’ di più il nostro tempo, ma è sempre bello avere la possibilità di sedersi e scrivere e suonare insieme.

        6. A suo modo People Helping People può essere descritto come sognate e introspettivo. Siete d’accordo?

Assolutamente sì, credo che ci siano alcuni momenti introspettivi molto sognanti. Adoro gli album di questo tipo. Penso che Loveless dei My Bloody Valentine sia un disco introspettivo e sognante.

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Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". E' stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

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