Terzo album solista per il frontman dei Killers: registrato dal vivo a Nashville, è un concept sull’infanzia nello Utah che abbandona l’electro-pop per Johnny Cash e Waylon Jennings
Thrasher è il terzo album solista di Brandon Flowers, uscito il 21 agosto 2026 per Island Records. Inciso nel luglio 2025 nello storico RCA Studio A di Nashville — con l’eccezione di due brani, Tiger’s Blood e Paradise, registrati al June Audio di Provo, nello Utah — il disco riunisce musicisti di lungo corso: l’armonicista Charlie McCoy, già al fianco di Bob Dylan, il chitarrista David Rawlings e il pedal steel Bruce Bouton, e Margo Price. Dietro alla produzione figurano Jed Jones, Jonathan Rado e Shawn Everett, gli ultimi due già collaboratori dei Killers in Imploding the Mirage (2020) e Pressure Machine (2021).
Tra country ed Americana
Sul piano dello stile, l’album si muove tra country, country western e Americana, segnando un netto distacco dal precedente lavoro solista The Desired Effect (2015). Le influenze dichiarate — Johnny Cash e Waylon Jennings — lo avvicinano piuttosto alle sonorità di Sam’s Town (2006) e Pressure Machine dei Killers. Come raccontato in diverse interviste, la passione per il country, coltivata fin da bambino attraverso la musica ascoltata dal padre e diffusa nella cittadina rurale dello Utah, si è riaccesa con il ritorno nei luoghi d’origine, dando forma a un disco che arriva a oltre un decennio di distanza dall’ultima prova solista.
Il metodo è stato quello dell’esecuzione dal vivo, con tutti nella stessa stanza: un approccio ormai raro, che Flowers non adottava dai tempi di Hot Fuss (2004) e Sam’s Town (2006), e che ha reso quasi superfluo il lavoro di missaggio, limitato a valorizzare i momenti migliori senza tagli né sovraincisioni.
Un concept album sull’infanzia a Nephi
Concepito come seguito di Pressure Machine, Thrasher è un concept album interamente costruito attorno all’infanzia di Flowers a Nephi, nello Utah, dove ha vissuto dagli otto anni fino al penultimo anno di liceo. Alcuni brani rievocano con nostalgia quella stagione: Does It Ever Cross Your Mind? riflette sulla bellezza casuale dell’essere collocati accanto alle persone con cui si trascorrerà il resto della vita, mentre Miss America torna ai concorsi di bellezza nei centri commerciali degli anni Ottanta e ad esiti più aspri: la crisi degli oppioidi che ha colpito la cittadina natale. Altri episodi affrontano il senso di colpa e il dolore: One of Us è un omaggio al cognato scomparso improvvisamente, e la traccia conclusiva, An American Dream, dai toni onirici, rievoca la madre alla fine della sua vita —già al centro di A Dustland Fairytale dei Killers. Non a caso An American Dream è stato uno dei primi brani concepiti, scritto già nel 2021 all’indomani di Pressure Machine: in un certo senso il seme da cui è germogliato l’intero progetto.
Da Plans ad An American Dream
L’inizio è particolarmente spumeggiante. Il singolo Plans, arrivato in vetta alle classifiche Americana, è stato paradossalmente l’ultimo brano inciso: in origine estraneo al country, è stato rallentato e reinciso con le strofe cantate un’ottava più in basso fino ad aderire perfettamente al genere, con l’assolo di armonica di McCoy a spiccare prima dell’ultimo ritornello. Dopo la metà il disco scende ed Angel, criticata per un testo in apparenza razzista (ma semplicemente scritto un po’ grossolanamente), opta per una strumentazione pomposa che non si addice al resto.
Per fortuna poi arriva il mariachi di The Red Ground a risollevare il tono di Thrasher e il bel finale di An American Dream, dove Brandon Flowers immagina un incontro con Elvis Presley a bordo di una Tesla volante, al quale viene rivolta la domanda se fama e successo valgano davvero la pena.
Nel complesso, il disco non è perfetto ma è riuscito, complice il contributo di strumentisti d’eccellenza. Ormai le origini electro-pop ‘80s dei Killers sono lontane, quasi remote, e la tendenza-Springsteen che Flowers ha messo su negli anni a partire dalla voce sembra il ponte naturale per questa svolta country.
Be the first to leave a review.

