Ani Di Franco - Revolutionary Love
Righteous Babe . 2021

Recensione: Ani Di Franco – Revolutionary Love

Per Ani Di Franco l’amore è sempre rivoluzionario.

Ani Di Franco - Revolutionary Love

Righteous Babe . 2021

Per molti di noi Ani Di Franco è soprattutto un ricordo primi anni ’90 del XX secolo. Ragazza da barricate per i diritti civili (della donna, in particolare), artista dai modi folk-punk e imprenditrice di se stessa in chiave DIY (pur con un discreto successo mainstream). C’era lei, c’era Michelle Shocked, c’era Phranc. Ma c’era anche la consapevolezza che le sorti magnifiche sorti e progressive del mondo, e in particolare dell’America, stessero andando in guano sotto le presidenze Reagan e Bush il vecchio.

Il messaggio di Revolutionary Love

Ora sono i primi anni ’20 – problematici per usare un eufemismo – del XXI secolo e Ani Di Franco non ha rinunciato a  impegno e solidarietà: “Ti farò domande/ Cercherò di capire/ E se mi darai la tua storia/ La terrò fra le mie mani/ Porterò l’amore/ l’amore rivoluzionario”. Si noti, ritornando alle sorti magnifiche e prog di cui sopra, che questa canzone, title-track del nuovo album Revolutionary Love, è stata scritta sotto la presidenza Trump e un ancor più spesso strato di guano.

I mutamenti nella musica di Ani Di Franco

Se quest’idea di amore rivoluzionario contro l’egoismo si può considerare un lungo tratto unificante,  a essere cambiata nel corso del tempo è la musica. La lunga permanenza a New Orleans ha certamente contribuito ad ampliare la tavolozza compositiva dell’artista di Buffalo . La già citata Revolutionary Love, ad esempio, ha un elegante andamento soul, e lo stesso vale per  Bad Dream, che fa pensare un po’ alla Cat Power di The Greatest e un po’ a Laura Nyro. Ancor più influenzate dai suoni della Big Easy sono Contagious Love (un mambo!) e Do Or Die che disegnano un scenario fatto di vibrazioni pervasive eppure sottotraccia, a volte persino troppo. O forse è che bisogna abituarsi a questa dialettica suoni morbidi-parole affilate.

 

In tale ottica il momento più emblematico del disco è Shrinking Violet che richiama i sinuosi, eleganti Neville Brothers (sempre New Orleans…) del periodo Daniel Lanois. Ma la storia raccontata non è né elegante né sinuosa:  “Mi sei piombato addosso con un coltello/ E hai cercato di uccidermi/ E non aiuta che tu non ricordi nulla/ Non aiuta che tu te ne sia andato”. Come detto, il contrasto con i suoni è forte e può disorientare. Oppure affascinare.

Che futuro per Ani Di Franco?

Dunque Revolutionary Love è un album nobile e partecipe,  a volte molto bello a volte troppo trattenuto. D’altronde Ani Di Franco mica può fare tutta la vita la ragazza arrabbiata, a meno che la presidenza Biden non deluda le aspettative leftiste… (Ehi, qualcuno ha detto “probabile”?)

Ani Di Franco - Revolutionary Love
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Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". E' stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

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