Bill Fay - Countless Branches | Tomtomrock
Dead Oceans - 2020

Recensione: Bill Fay – Countless Branches

A 76 anni Bill Fay pubblica il suo capolavoro: Countless Branches.

Bill Fay - Countless Branches | Tomtomrock

Dead Oceans – 2020

Ucronia: Nick Drake incide fra il 1969 e il 1970 due album splendidi e ignorati dal grande pubblico. Poi conosce un momento di gravissima depressione e si ritira dalla musica per decenni pur continuando a scrivere canzoni. Intanto il suo nome diventa oggetto di un culto sempre più pervasivo fino a che, nel 2012, Nick Drake non decide di pubblicare un nuovo disco dopo 41 anni di silenzio.

Il lungo silenzio di Bill Fay e poi il ritorno alla musica

Come sappiamo la vicenda umana di Nick Drake si è sviluppata in modo tragicamente diverso. Però se al suo nome sostituiamo quello di Bill Fay, le cose sono andate esattamente così (salvo spostare avanti di un anno le date d’incisione dei primi due album). Il musicista londinese oggi ha 76 anni e  arriva al terzo titolo della sua seconda vita artistica dopo Life Is People e Who Is The Sender?. Countless Branches è di una bellezza disarmante. Disarmante e pura, oppure naif se si è cinici – per quanto a essere cinici talvolta si fa male soprattutto a se stessi.

La magnifica semplicità di Countless Branches

Sì, è vero, i versi dell’iniziale In Human Hands sono semplici, forse semplicistici: “Questo mondo non è al sicuro in mani umane/ Acque territoriali, spazi aerei, ecco l’abito mentale di quest’epoca/  E allora camminerò sulle colline di Enniskillen/ E sentirò i miei talloni toccare qualcosa di reale”. Però la canzone è intensissima, commovente, coinvolgente nella sua linearità malinconica per piano e voce un po’ affaticata dall’età. Minimale-abissale, volendo esagerare.

La stessa nitida emozione pervade i nove brani successivi, caratterizzati da arrangiamenti acustici appena più ricchi (violoncello, chitarra, accenni di percussioni coordinati di Matt Deighton), dallo stesso tono sommesso e pervasivo e da un costante  stupore per la difficile bellezza dell’esistenza: “Una famiglia, la stessa, sempre in cambiamento, una vita, una vita oltre ogni possibile esplorazione”. Ingenuo, ancora una volta, eppure è impossibile non farsi incantare da quest’uomo e da queste canzoni a loro modo perfette. Perfette come le scriverebbe Nick Drake, se ci fosse ancora (lui di anni ne avrebbe 72). Viene voglia di riascoltarle a ciclo continuo per commuoversi e stupirsi ogni volta, come si faceva da ragazzi. Perché forse Bill Fay un ragazzo lo è rimasto fra le mura dell’appartamento di North London dove vive da decenni. Forever Young, insomma, e noi con lui per 28 minuti di musica splendida.

 

P.S. L’edizione deluxe propone altri sette titoli  da ascoltare rigorosamente in separata sede. Il suono diventa più pieno e al tempo stesso più ordinario. Ma la “band version” di Filled With Wonder Once Again, incalzante senza averne l’aria, potrebbe fare parecchia invidia a Van Morrison…

Bill Fay - Countless Branches
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Antonio Vivaldi

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Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". E' stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

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