The Damned – Not Like Everybody ElseEar Music

Un po’ di nostalgia e molta classe: The Damned – Not Like Everybody Else

The Damned Don’t Cry ma in questo caso, perlomeno, una lacrimuccia credo l’abbiano spesa, e pure bene, per omaggiare la scomparsa del sodale fondatore Brian James dedicandogli questo album che nasce dall’idea di celebrarlo reinterpretando alcuni classici che erano tra i preferiti della buonanima.

Registrato in cinque giorni a L.A. , oltre agli originals Dave Vanian e Captain Sensible, il lavoro vede il ritorno discografico alla batteria di Rat Scabies dopo eoni di assenza, ritorno già in parte dovuto ad un precedente tour dove la formazione originale con l’ancor vivo James celebrava i fasti di un passato glorioso; esperienza poi fisiologicamente terminata con la dipartita del suddetto e che di amaro in bocca sia alla band sia ai fans, deve averne lasciato parecchio, tanto che il bisogno di una celebrazione si deve esser reso necessario.

I dieci brani che compongono Not Like Everybody Else presi in considerazion dai The Damned, tutte cover, viaggiano al confine tra l’esperienza spoff Naz Nomad and The Nightmare, in cui i Damned incarnarono su disco una immaginaria band sixties con risultati altalenanti, ed i tributi al bel tempo che fu. Alcune di queste songs in Italia non son così note, altre sì, ma si viaggia con le orecchie su una resa rispettosa degli originali e, al tempo stesso, il trademark The Damned si conferma ormai come una tazza di Earl Grey.

I classici rivisitati

L’iniziale There’s a Ghost in My House io la conobbi nella versione della B.E.F. , Summer in the City mette la quinta ai Lovin’ Spoonful, Making Time dei Creation aggiunge tocchi di francobolli Pluto (lo so, inserisco sempre cose che poi chi vuole le va a cercare su google) all’originale.

La Gimme Danger di Iggy and The Stooges, sottratta a quel monolito che fu Raw Power, appare molto nelle corde del nostri, e della band di Detroit e di loro coverizzazioni il primevo movimento punk fece scorpacciate. La See Emily Play dei Pink Floyd è abbastanza fedele all’originale e già fu coverizzata da Bowie in Pin Ups, segno di eterno riconoscimento al genio di Syd Barret, mentre I’m Not Like Everybody Else dei Kinks aggiunge feroce ironia alla versione della band dei fratelli Davies. Heart Full Of Soul degli Yarbirds sembra uscita proprio dal succitato album di Naz Nomad, una delle più conservative del lotto.

You Must Be A Witch dei Lollipop Shoppe è garage quanto basta e When I Was Young degli Animals è damnedizzata a dovere.

La conclusione di The Last Time dei Rolling Stones accentua elementi nostalgici e chiude l’omaggio all’amico scomparso con occhi umidi.

Attendo ora un nuovo lavoro confidando nella dannazione eterna. La mia.

The Damned – Not Like Everybody Else
7,5 Voto Redattore
0 Voto Utenti (0 voti)
Cosa ne dice la gente... Dai il tuo voto all'album!
Sort by:

Be the first to leave a review.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Show more
{{ pageNumber+1 }}
Dai il tuo voto all'album!

print

Collaboratore per testate storiche (Rockerilla, Rumore, Blow Up) è detestato dai musicisti che recensisce e dai critici che non sono d'accordo con lui e che, invece, i musicisti adorano.

Di Marcello Valeri

Collaboratore per testate storiche (Rockerilla, Rumore, Blow Up) è detestato dai musicisti che recensisce e dai critici che non sono d'accordo con lui e che, invece, i musicisti adorano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.