The Strokes, Reality AwaitsRCA / Cult Records

Prima di parlare di Reality Awaits, vediamo quali Strokes vi piacciono.

Prima di parlare di un nuovo disco degli Strokes, in questo caso Reality Awaits, è bene precisare quale versione della band si preferisce: per esempio, l’ultimo The New Abnormal, che non a tutti era piaciuto, contiene alcuni dei loro brani che ho amato di più. Gli Strokes della maturità mi attraggono più di quelli degli esordi.

Il ritorno di Rick Rubin

Nel 2022, ospite del podcast Joe Rogan Experience, Rick Rubin si era lasciato sfuggire di aver registrato del materiale nuovo con loro, da qualche parte in Costa Rica. Poi, il silenzio. Sappiamo che veloci e prolifici i newyorkesi non sono stati mai.

Quel materiale ha finalmente un nome e una data: Reality Awaits, settimo album in studio, uscito il 24 luglio 2026 per RCA e Cult Records. Dietro la console c’è, in effetti, Rubin, che con il gruppo aveva già firmato anche The New Abnormal nel 2020: un rapporto che evidentemente ha retto alla prova del tempo sebbene le scelte di produzione siano differenti, come si dirà. Ad aprire la strada al disco erano arrivati due singoli, Going Shopping e Falling Out of Love, nessuno particolarmente travolgente: ma, ascoltato tutto,  Reality Awaits non è un disco da singoli e farà dibattere anche più del precedente.

La copertina cowboy

L’immagine di copertina, curata da Johann Rashid, reinterpreta (Untitled) Cowboy, lo scatto del 1989 con cui Richard Prince prese l’immaginario pubblicitario del cowboy Marlboro e lo trasformò in arte appropriazionista: non una fotografia originale, ma la fotografia di una fotografia altrui, sottratta al suo contesto commerciale e reinstallata nel museo. Un gioco di seconde mani che, per una band che ha sempre flirtato con la nostalgia e il déjà-vu, suona quasi programmatico: gli Strokes che si prendono un’immagine già di per sé rubata, e ci mettono sopra il proprio nome? O alludono invece alla società?

Julian Casablancas polemico

Fatto sta che Reality Awaits trova degli Strokes un po’ più polemici del solito. In Lonely in the Future Julian Casablancas fa dell’umorismo sullo stato attuale dell’industria musicale. Lungo tutto il brano, il cantante sfoggia una spiccata dose di tracotanza, lanciando frecciate a personaggi popolari come The Weeknd, Harry Styles e lo youtuber Anthony Fantano. Il chorus ripete I did that yesterday, oh I did that years ago when I was a kid.

Reality Awaits: un po’ lo-fi, un po’ 80s, un po’ Strokes

Tuttavia, se gli Strokes hanno uno status da rivendicare, con Reality Awaits sono pronti a farlo in chiave lo-fi. Il  disco si apre con uno dei brani migliori, nonché dei più peculiari: Psycho Shit parte con un arpeggio e la voce processata dall’autotune di Casablancas, poi si aggiungono gli altri strumenti in un lento crescendo. Coraggioso, bello.

La successiva Dine N’Dash è molto ‘80s, come altri momenti del disco, rinviando al Casablancas solista o a Instant Crush con i Daft Punk. Non mancano momenti più propriamente “Strokes”, come Going To Babble On e Going Shopping. Ma ci sono anche lente ballate, come Liar’s Remorse, la voce, le chitarre di Hammond e Valensi, e poco più.

Non sono i Rolling Stones

Un pezzo chiave per capire questo disco obliquo mi pare The Fruits of Conquest, dove la band infila un riff perfetto. Potrebbe essere un pezzo dei Rolling Stones di quelli recenti, dove una produzione pulita l’avrebbe fatto sparare fuori dalle casse come un pezzo rock a tutto tondo. Invece Rubin e gli Strokes scelgono anche qui di tenerlo sottotraccia: le percussioni, un’atmosfera cool da piccolo club. Altro momento eccellente di un disco apparentemente irresoluto, in realtà avvolgente e affascinante. Il finale con Tyrants of the Mellow Moon fa rimpiangere Ode to the Mets, è vero, ma nel complesso Reality Awaits è un disco al quale si ha voglia di tornare per capirlo meglio.

The Strokes - Reality Awaits
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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

Di Marina Montesano

Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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