Dopo molti side-projects, Tricky dà un seguito a Fall to Pieces: Different When It’s Silent
Dire che Tricky sia rimasto fermo in questi anni, dal precedente Fall to Pieces (2020) all’ultimo Different When It’s Silent sarebbe ingeneroso. Tanti side projects e lavori corali, mai però a suo nome. Probabilmente un modo per continuare a lavorare, senza tuttavia emergere in primo piano. A rompere lo stallo, nel 2025, è stato Alan McGee, il suo nuovo manager (che conosciamo soprattutto come fondatore della Creation Records), che ha ascoltato i brani nati tra la nuova casa francese e lo studio di Bristol. Tricky pensava a un ennesimo progetto laterale; McGee gli ha detto senza mezzi termini che quello era un disco di Tricky, il migliore da Maxinquaye in poi, e che andava pubblicato come tale.
Nuovi compagni di strada
Difficile dire se sia così, ma certo Different When It’s Silent è un disco notevole e diverso dai precedenti. Se Tricky finora si è accompagnato soprattutto a performer di genere femminile, come la celebre Martina Topley Bird e di recente Marta Złakowska, qui ad accompagnarlo è soprattutto un giovane vocalist come lui di Bristol anzi di Hengrove e di Knowle West i quartieri contigui da cui vengono entrambi: si chiama Mitch Sanders e canta prevalentemente con un falsetto che crea un contrasto interessante con voce sofferta di Tricky, che a volte si riduce a un bisbiglio. Red Run Rambo, un rapper ugualmente di Bristol, fa capolino in Because I Don’t Know.
Atmosfere, canzoni, testi
Different When It’s Silent è un disco compatto, minimalista, melodico, che si sviluppa attorno a un basso post-punk, con una batteria essenziale e tocchi di tastiere e chitarre, talvolta acustiche. Mancano quasi del tutto i suoni industrial del passato. Eppure, l’iniziale Still See Me There si apre con un richiamo al passato, un desiderio di morte che cita apertamente Makes Me Wanna Die, brano di Pre-Millennium Tension (1996), il terzo album, arrivato pochi mesi dopo Nearly God — quello con Björk, Neneh Cherry, Terry Hall e Alison Moyet— a chiusura di ventun mesi iniziali di produttività impressionante.
I’m Yours è elegante con un riff di chitarra lineare e una promessa quasi romantica: I’m yours, you’re mine. Be Still in the Pain comincia con un drone lugubre, e “pain” mi pare essere parola ricorrente nei testi del disco. Impossibile occultare i riferimenti al lutto per la morte della figlia (sua e della citata Martina) nel 2019, che vengono fuori prorompenti nella canzone che chiude Different When It’s Silent, Out Of Place, nella quale Tricky canta invece di sussurrare, e lo fa menzionando direttamente sua figlia: Now I’m swimming, I’m moving through water / I’m singing, I sing for my daughter / I grew like a lamb to the slaughter / And I walk through.
C’è almeno una sorpresa in Different When It’s Silent
Un disco lugubre, allora? Certo, nessuno si attende un Tricky versione pop, eppure qui c’è anche quello. La sorprendente Paris Maybe che a quanto pare nasce come pezzo interamente di Sanders, scartato dalla Island ma raccolto e riarrangiato da Tricky. Troppo minimalista e con il controcanto sussurrato di Tricky per essere una canzone mainstream, nonostante la melodia, si giova di una interpretazione emotiva di Sanders.
Non è il seguito di Maxinquaye questo Different When It’s Silent, Tricky non è più la voce principale del trip-hop e non ritroverà tutti i fan di un tempo; ma se si rinuncia a cercarvi per forza le tracce del passato, è un disco che, come promette il titolo, suona diverso quando intorno si fa silenzio.
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