Recensione: Tyler, The Creator – Igor
Columbia – 2019

Recensione: Tyler, The Creator – Igor

Tyler, The Creator scrive e produce Igor.

Recensione: Tyler, The Creator – Igor

Columbia – 2019

Soltanto due anni fa Tyler, The Creator aveva realizzato con Flower Boy il suo disco più riuscito, benché non da tutti compreso. Igor è la continuazione di quel progetto, allo stesso tempo un disco libero da preconcetti di genere (il rap) e di forma (la canzone tradizionale), eppure incredibilmente godibile. Magari facendo uno sforzo per liberarsi dai proprio preconcetti. Come sempre, la produzione è interamente sua. Come sempre da quando Odd Future si è dissolto, ama comunque circondarsi di collaboratori. Su Igor ci sono ospiti di lusso: da Frank Ocean a Kanye West, da King Krule a Pharrell Williams, da Jerrod Carmichael a Playboi Carti, solo che bisogna davvero fare attenzione per riconoscerli. Il tutto è shakerato in un cocktail dal quale a emergere davvero è la personalità di Tyler, The Creator.

Non aspettatevi niente di già noto, scrive Tyler, The Creator nelle note di Igor

“Don’t go into this expecting a rap album. Don’t go into this expecting any album”. Queste note di copertina, già diffuse da Tyler poco prima dell’uscita di Igor, sono una sintesi perfetta dei suoi contenuti. Le basi musicali sono quel mix di hip-hop contemporaneo (infuso di soul, psichedelia, sperimentazione) al quale lui stesso ci ha abituati. Di fatto però rispetto al passato il rap passa in second’ordine, e la voce viene trattata da mille filtri com’era successo già con Blonde di Frank Ocean.

 

La novità dell’insieme non significa che non siano possibili confronti e riferimenti. Oltre a Tyler stesso e al già citato Frank Ocean, il Kanye West (che contribuisce il controcanto in Puppet) di 808s & Heartbreak è certamente presente, evidentissimo in un brano come I Think. Così come i N.E.R.D. di Pharrell, notoriamente una delle grandi passioni di Tyler, The Creator.

I temi di Igor

Come Flower Boy, Igor è un album dai temi intimi e personali. Potrebbe essere quasi un concept nel quale Tyler, The Creator segue la parabola di un innamoramento: dalle fasi iniziali (“I think I’m falling in love, I think this time is for real”), alle incertezze (“I ain’t takin’ you home, yeah, I’m brushin’ you off / ‘Cause this parka is Comme, you’re my favorite garçon”: A Boy Is A Gun), al rimpianto per la rottura (“Felt like summer to my December / Was it my August? / Shit, I don’t remember” … “Thank you for the love, thank you for the joy / But I will never want to fall in love again”: Gone Gone / Thank You, in realtà almeno due canzoni in una), alla possibilità (espressa nelle tinte gospel-soul di Are We Still Friends?, con un sample di Al Green) di restare almeno amici.

Igor: un disco imperdibile

Nel complesso la forma anti-canzone scelta da Tyler rispetto a Flower Boy potrebbe essere di impedimento a un immediato apprezzamento di Igor.

 

Bisogna concedere tempo e mettere da parte l’idea di un ascolto facile. Peraltro, melodicamente il disco è perfetto nel rendere musicalmente gli stati d’animo del protagonista. È ancora lo stesso Tyler, The Creator burlone conosciuto in passato quello che vediamo nel video eccellente di Earthquake (altri ne seguiranno: ci sono già i trailer), ma la malinconia e la complessità della sua versione adulta lo rendono imperdibile. Potete non apprezzarlo, però almeno smettete di dire che non c’è niente di nuovo in giro.

Tyler, The Creator – Igor
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Marina Montesano

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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. Condividerla con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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