Raffaella Carrà

Siamo state tutte e tutti Raffaella Carrà e Raffaella Carrà è stata tutte e tutti noi.

Raffaella Carrà

Perché Raffaella ha accompagnato me, come tanti di voi credo, fin dai primi vagiti innocenti, per poi darmi la consapevolezza di quella che ero e che sono oggi. Eravamo proprio noi che bramavamo un mondo libero e possibile, oltre quell’ombelico peccaminoso e liberatorio che ci ha dato quella possibilità: essere liberi di essere.

Raffaella Carrà molto più che un simbolo

Per tanti uomini e donne cis, così come per gli omosessuali, le lesbiche e le persone transgender di ogni età, Raffaella sarà nostra per sempre, perché in fondo, da quell’ ombelico, il cordone non lo abbiamo mai tagliato totalmente, perché di una nobile battagliera come la Carrà ne abbiamo avuto sempre bisogno, poiché è stata un po’ la nostra guida verso l’ emancipazione e la conquista dei diritti delle donne e di chi si è sentito fuori dagli schemi in un’Italia che ancora gioca con i diritti civili. Eppure Raffa era una “normale”, popolare, sanguigna, semplice ma nello stesso tempo incarnava la bellezza dell’ingenuità unità a quella carnalità nostrana e molto fisica, che solo poche icone hanno saputo trasmettere senza cadere nel pecoreccio della volgarità e della stancante, stomachevole e ipocrita attuale trasgressione, parola vetusta ormai e ambiguamente fuorviante.

Un posto di rilievo nella cultura pop

Raffaella Carrà ha anticipato i tempi con la leggerezza intelligente e immediata di chi riesce a dire e fare gesti importanti, attraverso la cultura pop più autentica, quella delle canzoni popolari e scanzonate, interpretate con gaiezza, magia, gestualità e passione che ha saputo conquistare, anche attraverso lo stile unico dei suoi lustrini e dei suoi olè!

Anche il Guardian la ricorda

Non a caso e con giusta causa, il Guardian ha scritto di lei, “Ha insegnato all’ Europa la gioia del sesso”.

 

Ieri, il fiume di emozioni vere che ha travolto i social ha toccato anche le anime più ostiche e imperturbabili, perché appunto la Carrà era gioia di vivere e a me l’idea che lei sapesse già che le restava poco tempo, lasciando poche volontà e tenendo premurosamente tanta riservatezza sul momento più ingrato che la vita ti può dare, mi ha davvero commossa: per apprezzarne ancora di più quella fierezza di donna combattente e ribelle che ha proiettato in me, fin da bambina, quando tutt* noi cercavamo di imitarla, rubando trucco e tacchi dall’armadio delle nostre madri, quell’idea di femminilità libera e sanamente anticonformista che lei ha rappresentato fino all’ ultimo.

Raffaella Carrà e i diritti civili

Raffa era la nostra famiglia in fondo, o meglio quella famiglia che auspichiamo di avere tutti. Dove come punto di riferimento ci sono due figure amorevoli, al là del sesso e dell’unione tradizionale tra uomo e donna.

“Ma io con chi sono cresciuta? Mi rispondo: con due donne, mia madre e mia nonna. Facciamoli uscire i bambini dagli orfanotrofi, non crescono così male anche se avranno due padri o due madri. Io le ho avute. Sono venuta male?”.

Così rispondeva Raffaella, quando le chiedevano di diritti e adozioni gay e lei stessa si chiedeva sempre. invece, come mai il mondo LGBTI l’avesse scelta come sua icona mondiale. Datevi da soli una risposta.

Ho una cassettina dove sul nastro sono incise le vocine mie e di mia sorella che canticchiano ” ma che mu, ma che mu!”. Avevano dai 3 ai 4 anni, inconsapevoli che Raffaella Carrà, avrebbe avuto un ruolo importante nelle scelte etiche e morali delle nostre vite future.

Oggi, tra le lacrime, ricordando i momenti gioia, il nostro cuore batte di pura emozione e veramente #forteforteforte.

Viva Raffaella, viva la Carrà!

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Di Eleonora Magnifico

Artista e attivista queer, punto di riferimento per la comunità LGBTI pugliese a respiro nazionale, lega il suo percorso artistico e di vita alla lotta contro l'omobitrabsfibia e contro ogni tipo di discriminazione. Cantante e autrice di nicchia, conduttrice radiofonica e appassionata esperta musicale e televisiva, critica e diretta. Nell'autunno 2021 il suo primo libro dedicato alle icone femminili del pop nostrano, preceduto da un nuovo EP.

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