Articolo: The Rolling Stones Havana Moon in Cuba

Articolo: The Rolling Stones Havana Moon in Cuba

Il titolo già dice tutto. Di quanto sia indimenticabile il film che celebra lo storico concerto degli Stones a Cuba dello scorso 25 marzo. Ecco tre aggettivi per provare a descrivere la più grande e tenace rock’n’roll band di tutti i tempi: aristocratici, inseparabili e perfezionisti.

Tre aggettivi per descrivere i Rolling Stones

Aristocratici. Quando li vedi intervistati, all’inizio del documento, sembrano ormai dei vecchietti. Sono diventati un’istituzione. I detrattori diranno che trasgressivi ormai non lo sono più da un pezzo, che sono finti. Eppure sono qui fra noi, sembrano la cosa più vera e lontana dal mondo allo stesso tempo, la dimostrazione che gli extraterrestri esistono veramente.  Quando Keith dice che Obama all’Havana è stato il loro “opening act”, che la vera svolta storica sono loro e non la politica, dimostra che i tempi sono cambiati. Una nuova aristocrazia, fatta di musicisti, è subentrata.

Inseparabili. Quando salgono sul palco non sono più dei vecchietti, si trasformano. Molto si è detto sui dissidi tra Mick Jagger e Keith Richards, ma sono più le cose che legano i Rolling Stones che quelle che li separano. L’esecuzione all’Havana di Out Of Control è un incanto. Guardare Mick che duetta col pubblico alla fine di Midnight Rambler dà i brividi. Ti accorgi che è l’incontro tra pubblico e musicisti a tenere in vita le canzoni. Siamo noi a mantenere gli Stones (anche economicamente). La coppia Jagger/Richards sarà destinata a passare alla storia. Il segreto sta nel rimanere insieme.

Perfezionisti. Qualche sbavatura e qualche crepa agli Stones capita sempre quando suonano. Poi nel film non ci fai caso perché probabilmente l’hanno ripulito dagli errori dell’esibizione live. Comunque non la smettono mai di cercare di migliorarsi dal vivo.

Una band in cerca di perfezione

Prendi Satisfaction. Nel loro periodo più creativo, fine anni sessanta/inizio settanta, Satisfaction in concerto non riuscivano a farla bene. Adesso è una festa. È come se quella canzone avessero imparato a conoscerla col tempo. La stanno ancora studiando. Un giorno un musicista intervistò John Lee Hooker che durante l’intero colloquio strimpellava con la chitarra. Il giornalista/intervistatore (che idolatrava John Lee Hooker) disse di non aver mai sentito nessuno suonare così male.

Gente come Keith Richards o John Lee Hooker non li devi giudicare dall’abilità tecnica. Non è così che arrivi a dire che Keith è il più grande direttore d’orchestra in circolazione. E che nessuno tiene il palco (o suona l’armonica) come Mick Jagger.

I detrattori forse diranno che il ruolo di Brian Jones – il vero fondatore dei Rolling Stones – è stato usurpato. Ma questo aprirebbe un discorso troppo lungo.

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Trevigiano di nascita e romano di adozione. Nel maggio 2016 ha pubblicato “Ballando con Mr D.” sulla figura di Bob Dylan, nel maggio 2018 “Da Omero al Rock”, e nel novembre 2019 “Twinology. Letteratura e rock nei misteri di Twin Peaks”.

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