Premio Ciampi 2020

Concerto – Premio Ciampi @ Teatro Goldoni, Livorno

Premio Ciampi, Teatro Goldoni di Livorno – 19 gennaio 2020.

Premio Ciampi 2020

Si è conclusa nei migliori dei modi, domenica 19 gennaio, l’edizione del Premio Piero Ciampi dedicata al quarantennale della scomparsa del poeta-chiansonnier livornese (Piero Litaliano, tutto attaccato come veniva chiamato in Francia). Una giornata lunga, iniziata con il doveroso omaggio floreale, affettivo e sonoro, con tanti bigliettini scritti in ricordo e lasciati sulla sua tomba. Un’edizione che ha fatto il possibile per uscire dal divenire omaggio accademico se non didascalico. Preferendo aprirsi a largo raggio. Quindi: evidenziare l’uomo-artista eccentrico, fuori da nozionistici schemi e catalogazioni. Tutte le sue sfaccettature. Il chiaro intento di proiettare la sua opera andando oltre. Ovvero nel futuribile. Creando diversi appuntamenti nella città labronica ed anche fuori (Genova, Pisa). Pietre d’inCIAMPI, ecco. Più che resistenti, esistenti.

Un’edizione intitolata “Piero Ciampi ieri, oggi e domani”

Pref/azione mattutina. On The Corner: in via Roma, dove Ciampi era nato. Proprio di fronte a dove aveva vissuto il celebre  pittore Modigliani. Sotto casa le note dell’Orchestra Municipale di Livorno e dalle finestre spalancate dei due appartamenti antistanti, il richiamo di un sax e di una tromba free, in solitaria oppure in duetto.
Al Teatro Goldoni, la serata conclusiva. Dove il pubblico ha risposto assai bene. E’ iniziata all’insegna di un
vocabolo provocatorio. Un “vaffanculo” (con pianoforte ad accompagnare la voce narrante di Aldo Galeazzi) che è il titolo di una poesia di Aldo Piromalli, beatnik di lunga data e residente ad Amsterdam ed è finita con il sottolineare ciampiano che l’assenza è un assedio. E con un altro vaffanculo, giusto per chiudere il cerchio.
Premio Ciampi - Cristiano De André

Cristiano De André – Foto di Furio Pozzi

Il premio a Cristiano De André

Premio speciale a Cristiano De André, veramente commosso da un riconoscimento giunto a sorpresa. Ha chiesto di potere tenere per sé il foglio con la motivazione. E l’ha infilato nella tasca della giacca. Il suo set è iniziato con la ciampiana “Tu no” e proseguito con “Notti di Genova”, a sottolineare il neonato gemellaggio artistico fra Livorno e Genova. Poi “Nella mia ora di libertà, dall’album del padre “Storia di un impiegato” (che ha appena terminato di portare in tour) e infine “Creuza de ma”. Insomma ancora ancora Genova-Livorno e anche un modo per ricordare che nel ’97, sempre al Premio Ciampi, venne premiato Fabrizio (con lui, sul palco c’era anche Cristiano).

La storia del Premio Ciampi: Omar Pedrini, Paolo Benvegnù

Omar Pedrini energetico e vivace con una sequenza di brani magistralmente eseguiti (“Sole spento”, “La follia” e il rifacimento di “Non c’è più l’America”). Il reading di Andrea Scanzi con l’accompagnamento  dell’Orchestra Multietnica di Arezzo guidata da Luca Baldini ha messo in scena con vitalità: follie, lucidità, rancori etilici, lezioni di vita, aneddoti e frequentazioni di Ciampi (Pino Pavone, Gianni Marchetti, Alberto Moravia, il calciatore Enzo Vendrame). Il suo essere (non essere) pastiglia per il mio (tuo) cuore, individuo impegnativo quanto rassicurante. Visionario con un tocco quasi situazionista il nostro Piero, uno capace di affermare “la morte mi fa ridere, la vita no”. Poi, sempre accompagnato dall’orchestra internazional-aretina, un impeccabile ma anche  appassionato Paolo Benvegnù. Nel 1997 vinse un Premio Ciampi con gli Scisma e fu Fabrizio De André a premiarlo: tutto torna.
Premio Ciampi 2020 - Paolo Benvegnù

Paolo Benvegnù – Foto di Furio Pozzi

La Crus, Trio di Livorno, Letti Sfatti

I La Crus, primi vincitori del Premio nel ’95: echi morriconiani e suoni campionati, toccano l’apice con “Nera signora”. La loro versione de “Il vino”  (il vero inizio del ritorno d’interesse per Piero Ciampi) dal forte impatto emotivo, viene cantata in coro da tutta la platea. Il Trio di Livorno guidato da Andrea Pellegrini, jazzisti sull’onda del “Niente risolto” e quindi instancabili ricercatori. Gianfranco Reverberi, amico di Ciampi e suo sodale artistico: appena due minuti al piano, ma di grande emozione. I Letti Sfatti, vincitori nel ’99 che traghettano “Ha tutte le carte in regola” (per essere un’artista) in terre giamaicane.

La Crus – Foto di Furio Pozzi

​Il premio “Valigie Rosse”

Sul palco, anche i vincitori del premio di poesia “Valigie Rosse”. Quest’anno assegnato alla giovane poetessa Giulia Rusconi con “Atto unico”, una raccolta dai forti input teatrali, e al turco Hayden Ergulen con “Poesie scelte 1982-2018” (il melograno con parecchi chicchi come simbolo culturale per la convivenza fra le diverse fedi religiose).

Libri al Premio Ciampi

Il pomeriggio è tutto libri. Incontri con gli autori: Paolo Pasi con “Pinelli. Una storia” e Paolo Finzi con “Che non ci sono poteri buoni. –  Il pensiero (anche) anarchico di De André”, tra utopie possibili, quella sera a Milano era caldo, l’uccisione di Pinelli, scuole di esperanto, tasselli di collegamento con Mondo Beat e altre contaminazioni, l’anarchismo declinato da De André.
Alessio Lega con “La nave dei folli. Vita e canti di Ivan Della Mea” tra I Dischi del Sole, il credo rosso del musicista milanese, non tanto ideologico bensì fortemente legato alle sue vicende personali, l’amicizia con Paolo
Ciarchi. Poi un mini showcase con “El me gatt” e “Io so che un giorno”. Jennà Romano, frontman dei Letti Sfatti, con “Il lanciatore di donne e altri racconti”,  dove si incrociano prosa ritmata e suoni del Sud, orgoglio, paure e la fiamma di una candela. Fausto Pellegrini con “Incanto. Viaggio nella canzone d’autrice”, non tanto la “versione rosa” della canzone d’autore maschile ma un lunga ricerca, sfogliare archivi e tante interviste su 50 anni di storia dentro il variegato mondo della canzone al femminile continuamente in evoluzione.

Il Premio Ciampi per immagini

Di notevole interesse la mostra fotografica di Furio Pozzi con scatti in bianco e nero e a colori che passano in rassegna molti degli artisti che hanno partecipato alle varie edizioni del Premio Ciampi: Peter Hammill, Gary Lucas, John De Leo, Roberto Vecchioni, Ginevra Di Marco, Cristina Donà, Paola Turci, Daniele Silvestri, Eugenio Finardi, Dente, Piero Pelù e altri. Una nota di merito anche per l’onnipresente e ineccepibile film-maker Emilia Trevisani.
Il resoconto della precedente edizione del Premio Ciampi potete leggerlo qui.
print
Massimo Pirotta

Written by

Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e da anni si occupa di controculture in diversi ambiti ed è organizzatore di eventi interdisciplinari. Nel 1994 è stato produttore artistico del disco "I Disertori. Omaggio a Ivano Fossati". Fa parte delle giurie nazionali di alcuni festival e rassegne musicali italiane. Ha pubblicato i libri "Bloom Sviluppi Incontrollati" (Vololibero, 2012) e "Le radici del glicine. Storia di una casa occupata" (Agenzia X, 2017).

You may also like...

Lascia un commento!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.