Skunk Anansie

Al Karroponte di Milano gli Skunk Anansie e Skin rispondono alle attese

Non c’è niente da dire, niente da aggiungere: Skin e gli Skunk Anansie non tradiscono mai. Generosi, testa bassa e riff che ormai fanno parte della storia del britpop. Alle 21,15 puntuali salgono sul palcoscenico del Karroponte a Milano, sorprendentemente funzionale e funzionante. Suono godibilissimo così come la visuale.

Ma la regina è lei, Skin, classe 1967 magnificamente portata. La band, che non ha mai conosciuto rimaneggiamenti, si piega al suo volere, la segue, la supporta senza però passare mai in secondo piano.

La scaletta del concerto

Si inizia con This Means War per poi passare senza soluzione di continuità a Charlie Big Potato, Because Of You, Love Someone Else e An Artist Is An Artist, vero manifesto dello Skin pensiero: “un artista è un artista e non smette di essere artista perchè è vecchio… quindi fattene una ragione!”.

La scaletta ricalca sostanzialmente quella dell’anno scorso, monologhi compresi che assomigliano più ad invettive politiche (e potrebbe essere diverso?). A differenza della scorsa live sono però presenti diversi brani tratti dall’ultimo album The Painful Truth uscito nel 2025 un po’ in sordina, ma che non ha di certo scontentato i fan del gruppo per la vitalità e durezza dei suoni: oltre alla già citata An Artist Is An Artist, si aggiungono Lost And Found ed Animal.

Skunk_Anansie_-_The_Painful_Truth

I pezzi sono presi un po’ da tutti i sette album usciti e sono quelli che il pubblico si aspetta e canta insieme a Skin che dirige magistralmente gli spettatori e, come ormai di consueto, si offre scendendo tra la gente  per giocare insieme su I Can Dream. Un modo di donare non solo se stessa, ma il suo corpo, la sua voce, il suo sudore.

Il cuore del live degli Skunk Anansie

Si va quindi dritti verso i pezzi più ruvidi: Yes It’s Fucking Political e Little Baby Swastika. A sorpresa fa salire sua figlia sul palco mentre canta Cheers e la comunione tra lei e il pubblico ormai è totale. Bis d’obbligo con Hedonism cantato a pieni polmoni da tutti, Lost And Found e conclusione con You Follow Me Down.

Dopo quasi due ore gli Skunk Anansie se ne vanno in un tripudio generale e con il sottofondo di Bella Ciao in versione degli stessi. Nella testa davvero risuonano gli ultimi versi di An Artist Is An Artist “the narcissist in artist is beautiful” e noi la ringraziamo per questo suo essere fottuttamente se stessa.

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Margherita Dolcino come psicologa non ha bisogno di presentazioni. Musicalmente spazia in vasti orizzonti: dagli AC/DC ai Depeche Mode, da Greta Van Fleet a Loredana Bertè.

Di Margherita Dolcino

Margherita Dolcino come psicologa non ha bisogno di presentazioni. Musicalmente spazia in vasti orizzonti: dagli AC/DC ai Depeche Mode, da Greta Van Fleet a Loredana Bertè.

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