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FFS – FFS (Domino – 2015)

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Il tripudio barocco di Save Me From Myself induce adrenalina e commozione in contemporanea (ovvero la lacrimuccia mentre salti come un cretino) e si propone quale punto focale di FFS, un album splendido che entusiasma quasi come entusiasmavano i dischi delle scoperte adolescenti e delle possibilità infinite, i dischi  suonati da qualche giovane disadattato di talento e/o sicumera infinite.

Il progetto Franz Ferdinand + Sparks

Eppure qui non si ascoltano ragazzini geniali che arrivano da qualche vuoto culturale o geografico per inventarsi musiche inaudite (gli ultimi ad evocare qualcosa di simile furono i Salem, cancellati da troppa droga e troppo disadattamento), qui ci sono Ron e Russell Mael degli Sparks, due quasi settantenni americani dall’aria malevola, i cui dischi degli ultimi vent’anni si fanno ricordare solo per i titoli brillanti, e gli inglese Franz Ferdinand di Alex Kapranos, che di recente si sono distinti soprattutto per aver perso l’ennesima disfida brit-pop, peraltro non dichiarata, con gli Arctic Monkeys.

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Evidentemente, durante quello che poteva essere un incontro per parlare di antidepressivi e cinture del Dottor Gibaud è successo qualcosa, visto che quasi ogni secondo dell’album è geniale e davvero bisognerebbe avere un elenco di quanto è stato bevuto, mangiato, letto, fumato e assunto durante le sessions.

FF + S= FFS più qualcosa

È sempre difficile dire dove finiscono i FF e dove iniziano gli S, cosa che raramente accade in progetti di questo tipo.  Perché se la musica è trascinante nella sua unione di anni ’80 e anni ’00, nel suo non temere il massimalismo frou frou e nel suo parterre di referenti che va da Leonard Cohen ai Queen, i testi sono altrettanto portentosi nell’accostare visionarietà cinematografica a derive consumistiche (tipo “Hugo Boss” che rima con “dental floss” – roba da travaso di bile per Kanye West), tanto che a fine programma i riascolti sono compulsivi e ricchi di scoperte e riscoperte.

Quale futuro per gli FFS?

Magari la collaborazione finisce qui (visto che proprio i nostri cantano che “le collaborazioni non funzionano”), o magari l’eventuale FFS 2 sarà una copia sciapa e bolsa di quello che avrebbe dovuto essere un sublime unicum. Intanto però abbiamo avuto un disco che cambia le carte in tavola se non nella storia del rock, quantomeno nel nostro privato di ascoltatori sapienti/saccenti/disillusi. Ed è una cosa commovente.

9/10

httpv://www.youtube.com/watch?v=rCxLpte5loY

Johnny Delusional

httpv://www.youtube.com/watch?v=g3WrlwNA1zw

Piss Off

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Antonio Vivaldi

Written by

Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". E' stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

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