julia holter have you in my wilderness

julia holter have you in my wilderness

Have You In My Wilderness, quarto album per Julia Holter

Giunta al quarto lavoro, la giovane californiana Julia Holter pubblica in questi giorni il suo nuovo Have You In My Wilderness. Julia Holter ci ha abituato ad album raffinati, eleganti e particolari. Il suo nuovo lavoro non è certo da meno, anzi  certamente è un passo ulteriore nel percorso della cantautrice losangelina, ex studentessa di composizione musicale ed abituata da sempre a mescolare stili e generi apparentemente in contrasto l’uno con l’altro ma che, sapientemente utilizzati da Julia, riescono a formare un insieme coerente e in un certo senso straordinariamente affascinante. Have You In My Wilderness ci catapulta in un universo onirico e misterioso. Atmosfere e musiche rarefatte si dipanano in tutte le dieci tracce, che ci raccontano straordinari personaggi femminili, che, come ha dichiarato la Holter in una recente intervista sono modellati su se stessa: “In ciascun personaggio c’è qualcosa di me”.

 

Dieci ballate compongono Have You In My Wilderness

Le dieci tracce sono dunque bellissime ballate, giocate fra un pop raffinato ed elegante, atmosfere jazzate, richiami alla musica classica e a tratti perfino antica, con pianoforte e tastiere che rimangono lo strumento dominante (penso per esempio A Betsy On The Roof) ma che risuonano lontano come se la melodia ci giungesse da un’altra dimensione e da un’altra epoca, mescolandosi al suono di clavicenbalo,  di archi, fiati e di percussioni così come di moderni sintetizzatori. Tutti i brani sono particolarmente riusciti, mi è pertanto difficile riuscire a segnalarvi una traccia fra le altre. Fra le più  belle e significative ricordo Lucette Stranded On The Island,  Betsy On The Roof e Vasquez, che si distinguono fra le altre per dei testi che sembrano abbozzare scene tratte da dipinti ottocenteschi e pennellano ritratti di eroine e banditi.  Tema dominante e ricorrente è l’acqua: acqua dell’oceano, di un fiume, di un lago, o solo la pioggia che scende. Così ecco, Sea Calls Me Home,  Night Song e Feel You o la title track Have You In My Wilderness. A due anni da Loud City Song, Julia Holter si conferma una musicista di grande qualità e talento.

8,7 /10

print

Milanese trapiantata a Parigi, fra filosofia e diritto, le mie giornate sono scandite dalla musica. Amo la Francia, il mare e il jazz. I miei gruppo preferiti ? I Beatles, i Radiohead, gli Interpol e gli Strokes.

Di Mariangela Macocco

Milanese trapiantata a Parigi, fra filosofia e diritto, le mie giornate sono scandite dalla musica. Amo la Francia, il mare e il jazz. I miei gruppo preferiti ? I Beatles, i Radiohead, gli Interpol e gli Strokes.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.