Recensione: Alanis Morissette - Such Pretty Forks In The Road
RCA - 2020

Recensione: Alanis Morissette – Such Pretty Forks In The Road

Il ritorno atteso di Alanis Morissette – Such Pretty Forks In The Road.

And I keep on smiling / Keep on moving / Can’t stand still

 Sono le parole del ritornello con il quale ci accoglie Alanis Morissette in Smiling, brano che inaugura il nono, nuovissimo lavoro dell’iconica musicista (Such Pretty Forks In The Road), sotto le luci della ribalta dai primi anni 90, quando  si guadagnò il plauso della critica e la devozione di schiere di fan grazie alla pubblicazione dell’album del suo debutto Jagged Little Pill.

Recensione: Alanis Morissette - Such Pretty Forks In The Road

RCA – 2020

Da allora Alanis non ha mai veramente ripetuto tale exploit, e nella sua carriera si sono succedute fasi altalenanti e periodi di lontananza dallo showbiz, durante i quali la nostra si è dedicata soprattutto alla cura della sua famiglia.

Fra anniversari e novità

Il 2020, sulla carta, si preannunciava trionfale, anche grazie al venticinquesimo anniversario di Jagged Little Pill, per celebrare il quale era stata annunciata una tournée che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto toccare tutti i continenti e tutte le latitudini. Accanto a ciò era prevista la pubblicazione di Such Pretty Forks In The Road. Tutti i progetti sono stati, ovviamente, messi in naftalina: tournée spostata al 2021 e nuovo album rimandato di tre mesi. Vede finalmente la luce in questa mezza estate e la mia prima reazione è stata quella di ripetere ancora una volta, come spesso mi è capitato in questi ultimi mesi, che è un gran peccato che i tempi non consentano una reale promozione con tanto di tournée.

 

Ma veniamo al disco. Undici tracce per quarantasei minuti totali di musica nel più puro stile Morissette. Non ci scostiamo troppo dai territori più cari ad Alanis, da sempre in bilico fra dolcezza e asperità. Con gli anni gli spigoli sono stati smussati, probabilmente anche troppo, ed è questa la critica più pesante che mi sento di rivolgere alla canadese in questa circostanza, sebbene, nel complesso il disco sia riuscito e coerente.

I testi di Alanis Morissette – Such Pretty Forks In The Road

I testi delle undici tracce sono, come di consueto, delicati e poetici. Accantonate le stilettate di un tempo già da tempo,  ritroviamo Morissette  in una perenne ricerca di pace ed equilibrio. Siamo più nei paraggi di Supposed Former Infatuation Junkie che in quelli di Jagged Little Pill. Anche da una prospettiva puramente musicale ritroviamo le sonorità care ad Alanis: linee melodiche pulite e ariose, a fare da sfondo alla bella voce della canadese che è capace di graffiare quando è necessario senza mai perdere la dolcezza di fondo. Come anticipato, è Smiling ad aprire le danze: un brano dal sapore autobiografico nel quale vengono enumerati fallimenti e trionfi ricomposti come fossero tessere di un mosaico.

This is a life of extremes / Both sides are slippery and enticing / These are my places off the rails  / And this, my loose recollection of a falling / I barely remember who I failed / I was just trying to keep ittogether recita la prima strofa.

Una delle trace più interessanti è Reasons I Drink, primo singolo estratto, pubblicato a fine gennaio. Una melodia accattivante sublimata da un testo risoluto e ottimista.

These are the reasons I drink/ The reasons I tell everybody I’m fine even though I am not /These are the reasons I overdo it  /I have been working since I can remember, since I was single digits / Now, even though I’ve been busted /I don’t know where to draw the line ‘cause that groove has gotten so deep, canta Alanis e I fans non mancheranno di riconoscersi, come spesso con la canadese.

I momenti migliori

Malgrado certe ripetizioni e lentezze non mancano momenti emozionanti e rimarchevoli, specialmente in coda all’album. Ricordiamo per esempio Ablaze, bella ballata dedicata ai figli o la spettrale e cupa Reckoning, pezzo che rievoca le complicate disavventure personali e finanziarie di Alanis, lasciata sul lastrico dall’ex manager Jonathan Schwartz. Il meglio è tuttavia riservato al finale, a partire da Nemesis, brano tutto in crescendo ritmato da una batteria martellante in un folgorante cambio di ritmo. È il preludio a Pedestal, che chiude gloriosamente il disco, con un affresco agrodolce di una storia d’amore giunta alla fine, che ci offre una delle migliori prove vocali dell’album nonché uno dei testi più belli e poetici di Alanis.

 And one day, you’ll see that you’ve never really seen me / One day, you’ll find out that everything you dreamed of wasn’t who stood before you / One day, I won’t be craved the way you’re craving now / As this pedestal crumbles still and crashes me to the ground

Alanis Morissette - Such Pretty Forks In The Road
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Mariangela Macocco

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Milanese trapiantata a Parigi, fra filosofia e diritto, le mie giornate sono scandite dalla musica. Amo la Francia, il mare e il jazz. I miei gruppo preferiti ? I Beatles, i Radiohead, gli Interpol e gli Strokes.

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