Recensione: Alessandro Rocca - Transiti
Dimora Records - 2020

Recensione: Alessandro Rocca – Transiti

L’inquietante esordio di Alessandro Rocca: Transiti.

Transiti, disco d’esordio del cantautore varesino Alessandro Rocca, si presenta con una copertina inquietante  e  pregevole, frutto del lavoro dell’artista Andrea  Tomassini. Ciò che la cover promette è ampiamente  mantenuto nei dieci intensi brani, ognuno identificato, laconicamente,  da una singola parola. I transiti del titolo sono percorsi di vita, intrisi  di morte e sofferenza.

Recensione: Alessandro Rocca - Transiti

Dimora Records – 2020

Se per i titoli Rocca si è trattenuto con le parole, di certo non lo ha fatto con i testi, lunghi, pieni di domande, richieste di attenzione e tanto “sano” nichilismo. Solo nel brano finale, Transiti, c’è una piccola luce, con l’abbozzo di refrain che chiude l’album: “Io voglio vivere, non l’ho scelto sì, ma voglio vivere”.

La musica e le collaborazioni

Gli arrangiamenti assecondano perfettamente il racconto, magari un po’ ansiogeno, racchiudendolo in  un ambiente cameristico, avvolgente, dove domina un costante arpeggio di chitarre. Sono curati dal chitarrista e multistrumentista Luca Gambacorta, che tramite l’uso del mellotron e di altre tastiere sfiora anche certe sonorità del  progressive rock. Sono anche fondamentali gli apporti al violoncello di Cecilia Santo, il contrabbasso di Marco Di Francesco e il clarinetto di Paolo Grassi. Del tutto assenti, o quasi, le percussioni. La voce di Rocca intona i suoi brani con una cadenza costante, scandendo i termini più lugubri e duri con una forza disperata.

Transiti, un lavoro decennale per Alessandro Rocca

Per lui sono stati dieci anni di lavoro, alla ricerca del tono giusto per questo progetto. Alla resa dei conti, Transiti è un eccellente disco, coraggioso e sferzante.

Di certo non lascia indifferenti e che non  sia di facile ascolto è un fatto.  Questo porta, con una certa cautela, a confronti con artisti come  Vic Chesnutt, Sufjan Stevens o a certi nostri cantori del malessere esistenziale come il Claudio Lolli degli inizi. Tutta gente che si fa domande, anziché sentenziare come tanti fanno, fuori o dentro il panorama musicale del nostro paese.

Alessandro Rocca - Transiti
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Fausto Meirana

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Recensore di periferia. Istigato da un juke-box nel bar di famiglia, si cala nel mondo della musica a peso morto. Ma decide di scriverne  solo da grande, convinto da metaforici e amichevoli calci nel culo. Scrive così così, disegna anche peggio, come si capisce qui: www.fausto-meirana.tumblr.com

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