NAS – King’s Disease
Mass Appeal – 2020

Recensione: NAS – King’s Disease

Prodotto della golden age del rap, NAS ci riprova con King’s Disease.

NAS – King’s Disease

Mass Appeal – 2020

NAS ha fatto in tempo ad attraversare tutta la golden age del rap e a piazzarci almeno un paio di grandi classici. In particolare, Illmatic è quello al quale appare più legato e che riemerge spesso nei suoi ricordi. Però con oltre dieci dischi alle spalle non è facile mantenersi fresco. Due anni fa la collaborazione con Kanye West aveva dato buoni risultati, seppure nel formato ridotto dell’EP Nasir. Deciso più che mai a rievocare i fasti del passato old school NAS si associa a Hit-Boy per il nuovo King’s Disease. Il produttore ha firmato molti classici dell’hip-hop e il suo stile sembra, almeno sulla carta, poter andare d’accordo con il flow di NAS.

Pregi e difetti del progetto

In effetti spesso il duo funziona bene su King’s Disease: si prendano 10. Points, The Cure (soprattutto la seconda parte), Blue Benz, il singolo Ultra Black. Altrove NAS ricorre a qualche voce più nuova ma in sintonia con i suoni del disco. Per esempio la collaborazione con Anderson .Paak su All Bad che tuttavia non lascia il segno. Su Spicy prova l’associazione con rapper dallo stile differente dal suo come Fivio Foreign  e ASAP Ferg, ma di nuovo il risultato non è memorabile. Qualche volta sembra che i beats di Hit-Boy, e su quelli lo stesso NAS, fatichino a trovare fluidità, a costruire canzoni che siano davvero trascinanti.

I testi di NAS in King’s Disease

Nei testi NAS affronta temi sociali; per esempio in 10. Points con il richiamo ad alcuni grandi dello sport americano (LeBron, Michael Jordan) e al loro ruolo nella comunità del quale, a suo dire, poco si parla nei media. Ultra Black nomina numerose star di colore.

 

In Til the War Is Won prende le parti delle donne vittime di abusi, accusa nella quale peraltro è incorso lui stesso: “Single mothers, my heart’s bleeding for you / These coward men, that were beating on you (Never me)” (“Madri single, il mio cuore sanguina per voi / Questi uomini codardi che vi hanno picchiato – ma non io”). Anche nei testi mancano i guizzi e i giochi di parole che rendono grande il rap al suo meglio, nonostante le buone intenzioni. Nel complesso un disco che potrebbe accontentare i fan del rap old school a tutti i costi, i nostalgici della bella voce di NAS. Purtroppo non offre nulla di comparabile davvero a quel passato: forse per questo la collaborazione col pazzoide geniale Kanye West dava, a mio avviso, risultati migliori.

NAS – King’s Disease
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Marina Montesano

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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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