Recensione: Calibro 35 - Momentum
Record Kicks - 2020

Recensione: Calibro 35 – Momentum

Con Momentum i Calibro 35 cambiano ed è bene così.

E siamo sempre di fronte alla solita diatriba: spesso ci si lamenta di band o artisti che ripetono blandamente le stesse formule trite e ritrite per intere carriere puntando così su ipoacusici fanatismi tipo compro il nome e non la musica. E spesso quando invece i musicisti prendono direzioni completamente diverse li si accusa di aver tradito la propria identità e li si abbandona ad altri ascolti: si pensi, ad esempio, alla svolta radicale dell’ultimo Arctic Monkeys….

Recensione: Calibro 35 - Momentum

Record Kicks – 2020

Ora i Calibro 35 sono assurti a notorietà grazie alla loro maestria nel lavorare su un immaginario sonoro proprio di un’epoca che fu e quindi, eletti compositori di immaginarie colonne sonore di poliziotteschi italiani anni’70, potevano tranquillamente starsene comodi nella loro nicchia di pastiche da cui il loro stesso moniker deriva. Già con i precedenti lavori, Space e Decade, si sentiva però che l’etichetta cominciava a farsi striminzita, forse a causa di eccessivi lavaggi con temperature sbagliate. E ora, con l’attuale Momentum ecco che le loro note vestimenta cambiano radicalmente.

Calibro 35 – Momentum

Già dalle prime note dell’iniziale Glory-Fake-Nation l’abituale fan si troverà spaesato tanto da pensare di aver messo su un album del miglior trip hop bristoliano delle due decadi scorse. La linea prosegue con Stan Lee, affidata al feat. di Illa J per il cantato, che prosegue nella spirale ipnotica del mood precedente. Death of A Storytelling mantiene una perseveranza nebbiosa e quel tanto di soundtrack per orecchie che ricollega a tracce passate ma già Automata che si appoggia su sbilenca ritmica conduce su territori nuovamente super trippici.

Le atmosfere del disco

Tom Down è black quanto basta, forse un ulteriore richiamo all’estetica alla Scerbanenco che tanto cara gli è mentre Thunderstorms and Data proietta l’ascoltatore in territori space age.

 

Black Moon , con il featuring di Mei, è perfetta song contemporanea senza i danni di autotune o affini, Fail it Till You Make It, con le sue tastiere liturgiche rimanda ad alcune cose degli Air prima ora. E 4X4 è metronomica esplorazione siderale illuminata dal fumo di tombini metropolitani, a mio avviso una delle summe del lavoro. Si conclude con One Nation Under a Format , quasi jazz rock raffinato , direi persino dalle parti della Cramps di Gianni Sassi … E con questo riprendo l’ascolto ben felice che qualcuno non osteggi i cambiamenti alla faccia di presunte coerenze.

Calibro 35 - Momentum
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Marcello Valeri

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Collaboratore per testate storiche (Rockerilla, Rumore, Blow Up) è detestato dai musicisti che recensisce e dai critici che non sono d'accordo con lui e che , invece, i musicisti adorano.

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