Cristiano Godano - Mi ero Perso Il Cuore
Ala Bianca - 2020

Recensione: Cristiano Godano – Mi Ero Perso Il Cuore

Il primo album solista di Cristiano Godano dei Marlene Kuntz.

Cristiano Godano - Mi ero Perso Il Cuore

Ala Bianca – 2020

Queste canzoni sono state scritte prima del confinamento da Covid della primavera 2020. Eppure Mi Ero Perso Il Cuore fa immaginare un Cristiano Godano che, chiuso in casa (probabilmente con bella visuale oltre le finestre), ha il tempo di scrivere canzoni acustiche, meditative, sagge. Una fantasia, certo, eppure è questa la sensazione che il disco comunica anche dopo diverse ascolti: lo svelarsi di un mondo nuovo da cantare in modo nuovo. (E comunque sul panorama sarebbe interessante avere conferme.)

Una ricordo di anni fa 

Questa è la seconda volta in cui Cristiano Godano mi sorprende. La prima fu a inizio 1994. Capitai per  caso al soundcheck degli allora sconosciuti Marlene Kuntz (l’opera prima Catartica doveva ancora uscire). Ero l’unico spettatore e bastarono pochi secondi per restare attonito. Una veemenza indicibile, un’intensità da lasciare sgomenti, un’assoluta naturalezza nel veicolare il furore: “Ohh al cranio, carino, fai attenzione al cranio”. Uno dei momenti più alti della mia carriera di ascoltatore live. Eppure era solo un soundcheck…

Per il secondo momento di sorpresa mi trovo invece in folta compagnia. Tutti si sono stupiti per questo disco da cantautore un po’ west-coast anni ’70 (un nome: Rick Roberts), un po’ Americana anni ’90-’00 (Iron & Wine, Devendra Banhart, il primo Bon Iver). E anche per testi ben lontani da quella minaccia al cranio: “È la mia vincita / E finché durerà/ È una rinascita/ Chissà se durerà.” E poi c’è un verso che potrebbe essere una semplice citazione, ma anche un’ammissione di riconoscenza verso il Maestrone Bob, in apparenza non uno dei nomi di riferimento di Cristiano: “Quante strade dovrà di nuovo percorrere un uomo?”.

Cristiano Godano – Mi ero perso il cuore: una pausa di riflessione? Un nuovo inizio?

Messa in archivio la seconda sorpresa, resta il dato di fatto di un disco dall’andatura suadente, che alterna momenti di serenità ad ammissioni di fragilità e propone solo un paio di rialzi di tensione “marleniana”. D’altronde in una raccolta di stati d’animo si fa per forza di cose i conti con la rabbia, qui illustrata in Lamento Del Depresso (alla Mark Lanegan) e Panico.

Se qualche momento suona un po’ sfuocato (Nella Natura sembra quasi un demo), molti altri sono decisamente belli. In particolare, Com’è Possibile, Padre E Figlio e Dietro Le Parole dicono che Cristiano farebbe bene a lavorare su questa sua ispirazione   sommessa e al tempo stesso ricca di spunti. Spunti che, forse, sono rimasti a lungo nascosti per paura dei lampi elettrici del gruppo-madre.

Se invece si è trattato solo di una pausa di riflessione, è stato comunque un piacere condividerla.

Cristiano Godano - Mi Ero Perso Il Cuore
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Antonio Vivaldi

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Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". E' stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

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