Juice WRLD – Legends Never Die
Grade A / Interscope – 2020

Recensione: Juice WRLD – Legends Never Die

Legends Never Die triste testamento di Juice WRLD.

Legends Never Die è l’album postumo di Juice WRLD, nato Jarad Anthony Higgins, morto di overdose durante una perquisizione della polizia nel dicembre 2019, a 21 anni. Sembrava quasi averlo predetto nel testo di Legends, un brano del 2018, nel quale rendeva omaggio a due rapper/amici scomparsi, XXXtentacion e Lil Peep: What’s the 27 Club? / We ain’t making it past 21 (Cos’è il Club dei 27? / Noi non arrivamo nemmeno ai 21), con riferimento ai diversi nomi celebri del rock morti a 27 anni. Un presagio che torna nelle canzoni dell’emo rapper, che girano spesso intorno al tema della morte.

Juice WRLD – Legends Never Die

Grade A / Interscope – 2020

A molti il nome di Juice WRLD dirà poco. Prima di Legends Never Die aveva pubblicato un disco ufficiale, tanti mixtapes, collaborazioni con nomi famosi, Eminem incluso. D’altra parte è noto che ormai il LP ha minor valore rispetto al passato, per molti musicisti è solo un momento fra tanti altri in una carriera nella quale i singoli brani hanno maggiore importanza. E certamente in questo mondo Juice WRLD aveva raggiunto uno status maggiore di quello della semplice promessa.

Lo stile di Juice WRLD

I due nomi fatti in precedenza, XXXtentacion e Lil Peep, sono anche quelli la cui musica si avvicina di più ai contenuti di Legends Never Die. Come loro, pur partendo dal rap, Juice WRLD non disdegna altri generi, pop e rock in testa. Meno completo di XXX, aveva tuttavia un orecchio notevole per una buona melodia, che affiora anche da questa raccolta, peraltro episodica com’è ovvio visto il modo e il tempo in cui è stata concepita. Ci sono ospiti a partire da The Weeknd su Smile, Trippie Redd e altri nomi meno noti, ma nelle oltre venti composizioni è la personalità di Juice WRLD a emergere.

I testi di Legends Never Die

Certamente i suoi temi prediletti sono bene in evidenza, a partire dal problema della dipendenza e della depressione, come in Smile che di nuovo sembra far emergere un aspetto forte, profetico dell’emo di Juice WRLD: Devil on my shoulder telling me I’ll die soon (Il diavolo sulla spalla mi dice che morirò presto); oppure nella rivelatoria Can’t Die: They tell me that I’m finna OD in no time / I told ‘em I’ll do it on my time, not your time (Mi dicono che finirò presto in overdose, rispondo che lo farò quando lo decido, non quando lo dite voi). E ancora nella stessa: Sometimes it feels like I can’t die, ‘cause I never was alive (A volte mi pare di non poter morire perché non sono mai stato vivo).

 

La musica che accompagna è fin troppo facile, melodica come nel singolo Righteous; a tratti imbarazzano i tentativi di districarsi tra generi differenti con una buona dose di ingenuità di fondo; anche in questo, nonostante l’ignoranza della critica, XXXtentacion era davvero una spanna sopra tutti. L’interludio The Man, The Myth, The Legend evoca le molte qualità di Juice WRLD, a partire dalla capacità nel freestyle, ma su Legends Never Die vediamo soprattutto le potenzialità in attesa di una maturazione che non potrà mai arrivare.

Juice WRLD – Legends Never Die
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Marina Montesano

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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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