Recensione: Deftones – Ohms
Reprise Records - 2020

Recensione: Deftones – Ohms

Nono disco per i Deftones: Ohms.

Recensione: Deftones – Ohms

Reprise Records – 2020

Ohms è il nuovo atteso album in studio dei Deftones, il nono lavoro per la formidabile band di Sacramento, che dopo il precedente e ben riuscito Gore, torna sotto l’attenta produzione di Terry Date. Produttore dalle qualità indiscusse che ha cullato i suoni, nei loro primi quattro dischi dando un forte segnale al genere e tutta la scena cross over/nu metal del momento. In questa nuova perla di Chino Moreno e compagni troviamo il sound molto più pesante, con l’aggiunta di nuovi strumenti come le chitarre a nove corde e la scoperta di esperimenti geniali.

Si parte con Genesis

Il disco si apre con il primo singolo Genesis dal forte impatto emotivo, con una struttura violenta, ma dolce nelle linee vocali impeccabili, lo schema procede a gonfie vele fino all’esplosione finale. Segue la stupenda Ceremony, una chitarra malinconica si incastra alla perfezione con un giro di basso ipnotico. In Urantia e Error tornano le sonorità dure e viaggianti, che ci fanno pensare ai primi Limp Bizkit soprattutto nella batteria con il suo groove notevole, infine le chitarre danno un timbro energico ai vari cambi. La bomba The Spell of Mathematics, dimostra come la band sia affiatata in ogni composizione, trovando un forte feeling mai banale, brano dalle forti influenze alternative metal.

 

Ora passiamo alla  ballata Pompeji, con l’inizio dolce racchiuso in synth, che portano l’ascoltatore in nuovi orizzonti ambient, la voce qui è monumentale. This Link is Dead è una vera chicca da non perdere, per cuori solitari e amanti di ritmiche acide, prosegue il percorso nella delirante Radiant City dove un basso distorto e delirante taglia in due la struttura lasciando il segno.

Omhs è una conferma per i Deftones

Prima di arrivare alla fine, ci soffermiamo su Headless, take molto particolare, i feedback entrano nell’anima accompagnati da un arpeggio iniziale per proseguire con un riff pesante come un macigno, il bridge vocale è da urlo. Chiudiamo con Ohms, title track del disco nonché secondo singolo: qui non c’è nulla da dire resterà una gemma preziosa, che chiude alla perfezione uno dei ritorni più importanti dell’anno. Il voto che ne viene fuori è di livello, anche questa volta la band ha fatto centro, portando per l’ennesima volta qualcosa di nuovo e inimitabile.

Deftones – Ohms
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Simone Catena

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Musicista abruzzese da diversi anni, e bassista sperimentale, appassionato di musica, cinema e tutto quello che è arte. Scrive per Interstella Magazine e Impatto Sonoro.

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