Grimes – Miss Anthropocene
4AD - 2020

Recensione: Grimes – Miss Anthropocene

Grimes disconosce Art Angels e presenta Miss Anthropocene.

Grimes – Miss Anthropocene

4AD – 2020

A cinque anni dall’acclamato Art Angels, che tuttavia Grimes ha definito “una merda” e “una macchia nella sua vita”, ecco l’artista canadese di ritorno con Miss Anthropocene. Difficile dire se si tratti di shock tactics per promuovere il nuovo disco, ma i due in effetti suonano un po’ diversi fra loro. Nel mondo dell’art-pop nel frattempo si sono registrate parecchie novità: da FKA Twigs a Billie Eilish, la concorrenza è forte, ma ampi sono gli spazi di manovra, data la diversità dei prodotti finali. Tuttavia Grimes abbandona i suoni più puliti del lavoro precedente per mettere mano a un progetto piuttosto ambizioso di industrial pop.

Un disco ambizioso

Miss Anthropocene: l’ambizione è enunciata già dal titolo, che mescola “miss” con “misanthrope” e “anthropocene”, nel senso dell’era geologica, e il disco contiene riferimenti a cambiamenti climatici e ritorni alla madre terra. Non vi aspettate una nuova Greta, però, dal momento che Grimes gioca con il pop, mentre i discorsi sociali appaiono più orpelli che qualcosa di organico. Poco importerebbe se la musica fosse convincente, ma così non è, o almeno non sempre.

Con Miss Anthropocene Grimes convince a metà

Il disco ha i suoi momenti. Soprattutto il secondo singolo Violence, una collaborazione con il DJ i_o, viene fuori bene, fra trance ed electropop.

 

Se Miss Anthropocene continuasse così potrebbe suonare come una versione rinnovata della Madonna degli anni d’oro. Carine anche le accelerazioni di 4AEM, l’indie pop di My Name Is Dark, l’atmosferica So Heavy I Fell Through the Earth. Altrove però il disco manca di convinzione e allinea canzoni pop che non vanno da nessuna parte, senza una solidità di composizione, seppellite sotto strati e strati di suoni. Alla decima e ultima traccia, IDORU, si arriva con una certa stanchezza e voglia di sentire altro. Insomma, al di là delle dichiarazioni belligeranti, su Miss Anthropocene Grimes convince solo a metà. Né una merda né una macchia nella sua vita, ma certo un disco molto interlocutorio.

Grimes – Miss Anthropocene
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Marina Montesano

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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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