Mark Lanegan & Duke Garwood – With AnimalsHeavenly Records - 2018

Mark Lanegan e Duke Garwood danno vita a With Animals

Batte il ferro finché è caldo Mark Lanegan. A poco più di un anno dall’uscita del suo penultimo album a firma Mark Lanegan Band, Gargoyle, questa ultima fatica del musicista di Ellensburg si presenta come una sorta di “progetto parallelo”, ma abbastanza ben distinto, anche se ovviamente i punti di contatto non sono pochi. La prima causa, ma anche effetto, di questi punti di contatto – e pure delle differenze – ha quasi certamente un nome e un cognome: Duke Garwood. Coinvolto solo episodicamente in Gargoyle – dove suona corno e chitarra elettrica in Sister – il musicista inglese è presentato come vero e proprio coautore in questo With Animals (Heavenly Recordings). In particolare, a lui si deve – oltre alla collaborazione al testo di tre brani – la cura dell’intera parte musicale. Compito pesante da svolgere, nel quale lo sostiene la sua abilità di polistrumentista.

I contenuti del disco

Sul piano dei testi abbiamo sostanzialmente di fronte il “solito” Lanegan, il pessimista angosciato che cerca un riscatto e una salvezza nell’amore, che non possono venire altro che da crepuscolari disadattati: la “midnight people” e i “midnight chidren” da lui invocati, e ai quali chiede di essere amato, nell’iniziale Save Me. La vita è un’alternanza di festa e carestia (Feast To Famine), amore e veleno dalla quale è impossibile uscire, e forse anche l’amore è impossibile, se non costruendosi una sorta di vita parallela nella quale si può giurare di amare (My Shadow Life). Rispetto a Gargoyle l’uso dell’elettronica è ancora più massiccio, né poteva essere altrimenti visto il ricorso a un solo strumentista, per quanto bravo e polivalente.

I collaboratori di Mark Lanegan

Ma si tratta di un’elettronica piuttosto diversa, per molti aspetti assai meno “invasiva” e più discreta. Inoltre, qui l’assenza di “duri” come Josh Homme e Greg Dulli, fra gli altri, dà a tutto l’insieme del disco un carattere e un’atmosfera più “dolci”: meno “arrabbiati” e più malinconici.

 

Non mancano tuttavia in alcune canzoni – come ad esempio la citata Save Me o l’eponima With Animals – alcune delle atmosfere che caratterizzavano Gargoyle: andamento e ritmo ipnotici costruiti con basso e batteria elettronica, con la voce che si fa più cupa. E non si può non segnalare LA Blue, che suona come un blues di John Lee Hooker riletto da Hugo Race.

Un Mark Lanegan in versione addolcita

Ma la cifra generale del disco è a nostro parere una malinconica dolcezza di fondo, che non manca di avere effetti anche sulla voce di Lanegan; che, pur conservando il consueto fascino, perde spesso le sue caratteristiche di profondità e cupezza che ne hanno fatto il “crooner grunge” per antonomasia e si stempera in una delicatezza di toni che da lui non ci saremmo aspettati.

Si ascoltino, in particolare, Upon Doing Something Wrong, quasi degna di un Nick Drake d’annata, o l’ultimo pezzo Desert Song, che non sfigurerebbe in qualche disco del folk revival inglese a cavallo tra i ’60 e i ’70 e con il solo accompagnamento di una chitarra acustica alla John Renbourn. In conclusione, se per certi versi si può dire che questo sia in tutto e per tutto il Lanegan che siamo ormai abituati a conoscere da un po’ di tempo a questa parte, non si può certo sostenere che si tratti di ripetitiva routine laneganiana. Le novità e i motivi d’interesse ci sono eccome!

Mark Lanegan & Duke Garwood – With Animals
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“Giovane” ultrasessantenne, ha ascoltato e ascolta un po' di tutto: dalla polifonia medievale all'heavy metal passando per molto jazz, col risultato di non intendersi di nulla! Ultimamente si dedica soprattutto alla scoperta di talenti relativamente misconosciuti.

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