Recensione: Special Interest - The Passion Of
Night School / Thrilling Living - 2020

Recensione: Special Interest – The Passion Of

Lo spirito del punk rifulge negli Special Interest – The Passion Of.

Proprio l’estate scorsa ebbi modo di leggere la biografia di John Lydon e devo ammettere che, sempre che tutto ciò che vi è riportato corrisponda al vero, in effetti i Pistols furono l’unico gruppo a cui la definizione punk calzava a pennello. Il background sociale e umano dei componenti era qualcosa di difficile da simulare e il fatto che, strategie commerciali di McLaren a parte, siano stati il germe di una rivoluzione musicale è indubbio (almeno in Inghilterra, l’America aveva già dato con altri disgraziati tipo Ramones ma anche Suicide…). La collocazione temporale del fenomeno era importante, erano anni durissimi, c’era la Thatcher e c’erano gli scioperi, c’era la fame post bellica oltre tempo massimo e, nostalgie falsate a parte, non si stava bene da nessuna parte.

Recensione: Special Interest - The Passion Of

Night School / Thrilling Living – 2020

Questo preambolo scontato per dire che il primo ascolto dei/delle Special Interest, The Passion Of, mi ha fatto abbastanza fare un salto non tanto nel passato quanto nel futuro, e non è un bel futuro, ma questo è sotto gli occhi (e le mascherine) di tutti.

Breve storia della band

Il quartetto viene dalla Louisiana ed è lontano anni luce da ogni forma di glamour e costruzione. Devo ammetterlo, il disco è impressionante, la forma espressiva è furente e necessaria, i richiami ci sono ma vengono utilizzati in maniera ignorante nel senso dicotomico e migliore del termine. La cantante ha scelto come nom de plume Alli Logout e in quel cognome fittizio c’è tutto il desiderio di fuga e ribellione al sistema di controllo informatico che costringe o seduce ormai tutti ad identità digitali, riconoscimenti no robot e infinite password ad accedere, al Log In che sottrae energie e dati ad in/saputa di tutti noi, lo si voglia o meno.

Il fatto poi che la band venga associata al corrente mood LGBT poco interessa se non come fenomeno mediatico, qui siamo oltre il genere e i generi. Il disco è una cornucopia di situazionismo esistenziale espresso attraverso suoni deflagranti, ritmiche compulsive o ossessivamente post kraut, la voce è usata in maniera male/educata quasi fossimo dalle parti di una neo ultrabeat generation con testi/proclami declamati o urlati, a tratti persino cantati…le chitarre sono sferzate gelide di dissonanza e la musica elettronica viene messa al servizio di un utilizzo servile e non padronale.

Special Interest – The Passion Of: già fra i  dischi dell’anno

Un disco che si apre con le pulsioni atomiche di Drama e che sardonicamente titola Disco III una celebrazione pagana imballabile se non sotto sostanze psicotrope non può che promettere bene.  Don’t Kiss me in public pare uscire da una produzione industrial del periodo Test Dept. All Tomorrow’s Carry sono il sogno di Warhol passato attraverso un tritacarne. A depravity such this è altro brano che utilizza stilemi post punk per portarci in territori prossimi venturi. Homogenized Milk è strazio e piacere al tempo stesso, se l’ascoltatore è avvezzo alle dissonanze volutamente ricercate  e salmodie ultrapost punk. Passion pare essere omaggio/oltraggio ai Throbbing Gristle via Chris Carter-Cosey Fanni Tutti, elettronica incombente e spazi angusti seppur siderali, quasi una illusoria oasi che infatti prelude a Head, altra virata selvaggia su beat extrasistolari.

 

Tina è dance come lo può essere Mark Stewart fuori dal Pop Group, una spirale discendente irresistibile. Street Pulse Beat è una marcia ieratica che procede per aggiunte invisibili verso un finale selvaggio che tanto sarebbe piaciuto alle Slits. Si conclude con With Love che appare essere titoli di coda propedeutico a prossime minacce sonore, una elimination dance con dedica.

Giunti al loro secondo lavoro confermano una propensione alla assoluta mancanza di compromessi, se a qualcuno può servire diciamo che ci sono richiami subliminali sia ai P.I.L. di Metal Box che al Pop Group di How Much Longer, ma anche tanta originalità e passione che mi auguro non restino confinati esclusivamente alla nicchia.  Personalmente, se dovrò andare da qualche parte in  auto, finestrini giù e Special Interest a tutto volume e son sicuro che di code non ne incontro. Uno dei dischi per l’anno che per adesso è stato avaruccio…

Special Interest - The Passion Of
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Marcello Valeri

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Collaboratore per testate storiche (Rockerilla, Rumore, Blow Up) è detestato dai musicisti che recensisce e dai critici che non sono d'accordo con lui e che , invece, i musicisti adorano.

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