Il Blue Weekend dei Wolf Alice è, in effetti, un po’ triste.

Wolf Alice - Blue Weekend
Dirty Hit – 2021

“Bravi i Wolf Alice che ci lasciano con la voglia di sapere cosa succederà al prossimo appuntamento”. Così Tomtomrock concludeva la recensione di Vision Of A Life, l’album del 2017. Spiace dirlo, ma è successo ben poco di nuovo.

Un terzo album davvero difficile

Il quartetto londinese, acclamatissimo in patria (e molto apprezzato in Italia dagli addetti agli indie-lavori) giunge alla fatidica terza prova ben conscio della propria identità e della direzione intrapresa. Siamo dunque di fronte a una delle realtà più importanti dell’indie britannico. Il problema è che, dopo troppe corse tutte uguali, anche il cavallo vincente che, come la squadra, non si cambia rischia di imbolsire per la noia. Se poi la vena creativa, come in questo caso, mostra un andamento leggermente calante, l’effetto soporifero è giusto dietro l’angolo.

 

Chi voglia vedere il cavallo ancora pimpante dirà che Blue Weekend sottolinea tutte le caratteristiche positive che hanno reso celebri i Wolf Alice: la poliedricità rimane un buon marchio di fabbrica e la capacità di attraversare generi, apparentemente, diversi tra loro continua ad essere il più grande merito di Ellie Roswell e compagni. Rispetto a Vision Of A Life il nuovo lavoro accentua le ormai classiche atmosfere nebulose e psichedeliche (e anche shoegaze), lasciando meno spazio a quelle  intuizioni e a quei tratti originali, o quantomeno vivaci, che avevano caratterizzato i Wolf Alice delle origini.

Le nuove canzoni dei Wolf Alice

Un incedere malinconico pervade l’intero album a partire dal titolo, ma l’effetto è più manierato che fascinoso. Quanto ai momenti che strizzano l’occhio a un punk leggero, diciamo che risultano piacevoli senza essere mai chiassosi o invadenti, purtroppo…

 

Lasciamoci comunque trasportare dalle ambientazioni eteree e garbate di Delicious Things, Lipstick On The Glass o How Can I Make It Ok: i Wolf Alice hanno imparato benissimo l’arte di costruire pezzi che fondono andamento lento e suoni corposi dovere e di questo bisogna dar loro atto. Meglio vanno le cose quando l’atmosfera cambia direzione e si sposta in un ambito un po’ più sbilenco e nervoso: Smile e Play The Greatest Hits sono senz’altro i momenti migliori di un album dal quale ci si aspettava di più.

Wolf Alice – Blue Weekend
6,2 Voto Redattore
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Di Mauro Carosio

Ha suonato con band punk italiane ma il suo cuore batte per il pop, l’elettronica, la dance. Idolo dichiarato: David Byrne. Fra le nuove leve vince St. Vincent.

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