Stella Diana e Jambox

STELLA DIANA – NITOCRIS (Autoprodotto – 2016) / JAMBOX – SPLEEN EP (Autoprodotto – 2016)

Stella Diana e Jambox

 

Stella Diana – Nitocris

Inutile giudicare gli Stella Diana sul metro della scena locale, magari con fastidiose espressioni come “sono bravi per essere italiani”.Con Nitocris, infatti, il gruppo napoletano raggiunge un vertice altissimo che li posiziona sì nella scena shoegaze-dream pop internazionale, ma con caratteristiche e influenze post-punk le più varie, dai Cocteau Twins ai Bauhaus (grande il lavoro del basso). Sono però dei rinvii non determinanti, nel senso che i Stella Diana hanno la loro personalità ormai ben definita e unica; sognante, ma di un sogno a tinte gotiche. Si comincia con la lenta Sophia a creare l’atmosfera, si prosegue con i riverberi di M.9, si raggiunge subito l’apice con F.u. Orionis e Sulphur, due composizioni veramente eccellenti, e poi Aphrodisia con un piglio quasi pop: una delle loro canzoni più immediate.

Dedu’n è un’altro momento bellissimo, con melodia e arrangiamenti eccelsi. E che dire della sorpresa conclusiva? La strumentale J. Carpenter che ci sembra richiamare la colonna sonora del mitico Assault On Precinct 13 (per noialtri Distretto 13 – Le Brigate Della Morte), passando dai suoni sintetici dell’originale all’ampiezza di un nuovo arrangiamento in cui la strumentazione degli Stella Diana assume quasi una dimensione orchestrale: chiusura fantastica per un disco trionfale.

8,5/10

Jambox – Spleen

Trio torinese attivo dal 2012, i Jambox hanno prodotto un primo singolo, Bleached Colours, al quale fa ora seguito questo EP con cinque canzoni già di ottima originalità. Partono dallo shoegaze anche i Jambox, come evidente dall’uso della voce e dal tappeto di chitarre distorte, ma generi di maggiore immediatezza come punk e grunge si intrecciano e conferiscono una bella energia alle loro composizioni. In modo particolare Waikiki 513 con chitarre fuzz, From My Window e Fruit Salad conquistano già dopo pochi assalti; anzi, Fruit Salad, dove l’intreccio di melodia e rumore raggiunge un picco perfetto, è davvero un bel biglietto da visita per la giovane formazione e potrebbe annunciare una maturità espressiva in grado di far sperare molto bene per il futuro.

7,8/10

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Marina Montesano

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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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