The War On Drugs - A Deeper Understanding | recensione
Atlantic - 2017

Recensione: The War On Drugs – A Deeper Understanding

The War On Drugs: un ritorno atteso.

The War On Drugs - A Deeper Understanding | recensione

Atlantic – 2017

Insieme a Everything Now degli Arcade Fire, Il nuovo War On Drugs era il disco più atteso del 2017, almeno in ambito rock e dintorni. Occorre dire che l’album dei canadesi ha fatto storcere il naso a qualcuno nell’ottica “si sono montati la testa” (Tomtomrock lo ha invece apprezzato parecchio). Per contro, A Deeper Understanding sembra piacere a tutti o quasi.

Tre anni sono trascorsi per i War On Drugs dall’acclamato Lost In The Dream. Tre anni durante i quali Adam Granduciel e la sua band hanno mantenuto un basso profilo. Salvo quando sono stati chiamati in causa da un bilioso Sun Kil Moon e dalla sua finissima “instant song” War On Drugs: Suck My Cock (nel dicembre 2014 fu testo del mese per Tomtomrock).

A Deeper Understanding è un lavoro scolpito nel marmo sonico

In effetti la modalità con cui il gruppo lavora comporta tempi lunghi. L’impressione è quella di un grande blocco di marmo che viene faticosamente sbozzato per far uscire a poco a poco figure riconoscibili. Che sono le canzoni e che mantengono questa idea di variazioni su uno stesso monolite. In un certo senso si tratta di strutture emotive piuttosto che di vere e proprio canzoni. Non è una novità e nemmeno una colpa, poiché lo stesso approccio è percepibile in nomi mica da poco come  i Radiohead, gli U2-Lanois e persino il Jeff Buckley di Grace.

A tali referenti va aggiunto quello di Springsteen, che pare debordante a un primo ascolto, salvo poi sfiorire. Oppure trascolorare nella sensazione che Granduciel si ponga come il cugino problematico del Boss,  in particolare del Boss di Tunnel Of Love (non suona come un complimento, in realtà si tratta di album da rivalutare).

I War On Drugs non si vergognano nel citare il rock FM anni ’80

Infine, ed è il tratto più apprezzabile del disco, viene fuori senza vergogna l’amore per il rock radiofonico anni ’80 alla Bryan Adams, se non alla Bon Jovi, con cui i nostri sono forse cresciuti. Anche qui con un’affascinante rimasterizzazione in chiave esistenzialista (Holding On è un esempio da manuale).

 

A Deeper Understanding è dunque da prendere e apprezzare nella sua totalità, senza picchi  e neppure senza cali.  E’ un album che merita stima e rispetto, che suona intenso e partecipato (pur risultando meno fosco del precedente). Al tempo stesso però Granduciel appare sempre un po’ troppo controllato, magari solo per amore del personaggio che si è ormai ritagliato.

Ecco, gli manca un po’  di pazzia.

The War On Drugs - A Deeper Understanding
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Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E’ autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume “Folk inglese e musica celtica”. E’ stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

Antonio Vivaldi

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Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". E' stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

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