The Magnetic North Prospect

Secondo disco a tema geografico per i  Magnetic North.

Magnetic North è un trio formato da Erland Cooper, Simon Tong e Hannah Peel. Cooper è il titolare del progetto Erland & The Carnival: due bei dischi di folk oscuro e attualizzato (E&TC, Nightingale) e poi lo scivolone in chiave Weller-pop di Closing Time. Tong è un polistrumentista che ha suonato con Verve e Gorillaz per poi entrare a far parte di Erland & The Carnival. Peel è una cantautrice e costruttrice di carillon.
Il primo lavoro a titolo Magnetic North si chiamava Orkney Symphony ed era ampio, ventoso, carico di memorie e con suoni e cori da piccola orchestra folk-ambient. Se lì si raccontavano le isole Orcadi, in questo secondo lavoro si parla di Skelmersdale, una “new town” nata nel 1961 in una zona non lontana da Liverpool come progetto urbano-umano che il thatcherismo cercherà/riuscirà ad affossare e la meditazione trascendentale s’ingegnerà a salvare con la forza del pensiero positivo (risultati così così).

Uno spirito positivo permea Prospect Of Skelmersdale

Ci si immaginerebbe un disco cupo e miserabilista e invece Prospect Of Skelmersdale è, nonostante tutto, fluido, gentile e all’insegna della vita che va comunque vissuta, magari allevando galline in mezzo al cemento. Inoltre, rispetto a Orkney Symphony è più legato alle canzoni, quasi tutte molto coinvolgenti nella loro delicatezza, ben strutturate strumentalmente (complimenti a Tong per aver mischiato flauti e clarinetti a synth anni ’70) e alternate a frammenti di discorsi e commenti d’epoca che oggi suonano un po’ buffi e un po’ tristi.
Considerazione finale: sulle Isole Orcadi è nato Erland Cooper e a Skelmersdale è cresciuto Simon Tong. Si può dunque  ipotizzare che il terzo disco dei Magnetic North sarà ispirato a Craigavon, nell’Ulster, luogo natale di Hannah Peel. Il posto pare essere importante soprattutto per le gare di pesca e per una fabbrica di carrelli elevatori. Vedremo cosa riuscirà a cavarne il Nord Magnetico.
8/10
print

Nello scorso secolo e in parte di questo ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' stato autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". In epoca più recente ha curato con John Vignola la riedizione in cd degli album di Rino Gaetano e ha scritto saggi su calcio e musica rock. E' presidente della giuria del Premio Piero Ciampi. Il resto se lo è dimenticato.

Di Antonio Vivaldi

Nello scorso secolo e in parte di questo ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' stato autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". In epoca più recente ha curato con John Vignola la riedizione in cd degli album di Rino Gaetano e ha scritto saggi su calcio e musica rock. E' presidente della giuria del Premio Piero Ciampi. Il resto se lo è dimenticato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.