Kanye West – Jesus Is King
GOOD / Def Jam - 2019

Recensione: Kanye West – Jesus Is King

La svolta cristiana di Kanye West testimoniata da Jesus Is King.

Annunciato più volte e sempre rimandato, esce il nuovo disco di Kanye West: Jesus Is King. Come annuncia il titolo, e come specificato da West, il disco rappresenta una svolta religiosa. Niente di male in tutto questo: tanti altri prima di lui hanno vissuto periodi di questo genere, magari con risultati artisticamente ineccepibili; il nome che viene in mente per primo è quello di Bob Dylan, che nella sua fase di cristiano rinato ha scritto alcune fra le canzoni più belle della sua straordinaria carriera.

Kanye West – Jesus Is King

GOOD / Def Jam – 2019

Una buona parte del rap considera il rapporto con Dio importante e lo rende manifesto. Il primo grande successo di Kanye West si intitola Jesus Walks, e la produzione riusciva a inserire elementi di gospel nell’hip-hop. Peraltro, Jesus Is King arriva dopo un periodo di crisi profonda per Kanye West, dalla quale non pare essersi interamente ripreso.

Da Yandhi al Sunday Service

Così, sentendo la chiamata di una fede ritrovata o comunque abbracciata in modo più totalizzante rispetto al passato, ha messo da parte Yandhi, il progetto al quale stava lavorando, per darci questo Jesus Is King. Nei 2019 Kanye ha assemblato il Sunday Service, gruppo di gospel, con il quale ha eseguito alcuni nuovi brani più rivisitazioni dei suoi precedenti: un documentario filmato di 38 minuti è uscito il 24 ottobre negli IMAX statunitensi. La scorsa estate una parte delle registrazioni per Yandhi erano trapelate online: non è la prima volta che accade in generale, ma a Kanye West è successo più volte con risultati vari. Sappiamo quindi che alcuni momenti del disco accantonato sono finiti nel nuovo, ma come dice su Selah: “Everybody wanted Yandhi / Then Jesus Christ did the laundry”. Il nuovo corso del Kanye West cristiano rinato prevede infatti anche testi ‘puliti’.

Jesus Is King mostra un Kanye West più focalizzato che negli ultimi tempi

Veniamo dunque a questo Jesus Is King, che se non altro mostra Kanye West alle prese con un progetto più focalizzato rispetto all’ultimo ye, al quale avevamo assegnato una sufficienza più sulla fiducia che altro. Non che il nuovo progetto manchi di problemi: siamo lontani dalle vette della sua carriera. è bene dirlo subito. Il difetto principale del disco sta nella sua brevità: 27 minuti per 11 canzoni, incluse una introduzione e una chiusura che sono semplicemente cori gospel. Così, quasi tutte le tracce sembrano più dei teasers che delle canzoni intere.

Le canzoni

L’iniziale Selah annuncia il tono del disco con una bella melodia e percussioni simili a quelle di Yeezus, ma ha l’aria di un avvio per il resto di Jesus Is King. Che continua bene con uno dei momenti propriamente rap del disco, Follow God, che si chiude tuttavia sotto i due minuti. Poco di più dura Closed On Sunday, cantata, sulla quale tornerò.

È cantata anche God Is, probabilmente il momento migliore di Jesus Is King, un pezzo soul con un Kanye West che regala un’interpretazione sentita ricorrendo alla voce senza autotune (ricordiamoci che è un rapper non un cantante), con un risultato spiazzante, come un Otis Redding col mal di gola. Però il risultato è coinvolgente, efficace.

The Clipse riunita per Use This Gospel

Ma prendiamo uno dei pezzi che potrebbero essere centrali: Use This Gospel, che riunisce a quasi dieci anni dalla rottura The Clipse, ossia i fratelli Gene “No Malice” Thornton and Terrence “Pusha T” Thornton (suo storico collaboratore). Kanye introduce una parte cantata e un chorus, dopo di che ciascuno dei rapper ha un breve verso.  Il brano si ferma per un solo di sax di Kenny G, poi parte con un ottimo drumbeat che lascerebbe presagire l’interazione fra i tre, e invece niente, si conclude così.

 

E qui sta il problema: Kanye West ha costruito una carriera da perfezionista, tutti sanno che lavorava intere giornate su un beat per un risultato eccellente, e nei suoi album migliori questo significa canzoni che non danno tregua. My Beautiful Dark Twisted Fantasy è un monumento al suo talento di produttore. E come se ora questo fosse dimenticato, come se si accontentasse di scheletri di canzoni. Si faccia il confronto fra il gospel-rap di Jesus Is King e quello di Ultralight Beam da The Life Of Pablo per capire la differenza di produzione, con tutto che questo disco vede una pletora di collaboratori nei credits.

I testi di Jesus Is King

Altro problema sono i testi. Nella già ricordata Closed On Sunday, per parlare della necessità di uscire dai riflettori che lo inseguono (e che peraltro ha sempre cercato) e di rendere sacro il tempo (come la domenica) non trova di meglio che far riferimento alla catena di sandwich di pollo Chick-Fil-A, chiusa di domenica per l’orientamento cristiano della gestione: “Closed on Sunday, you my Chick-fil-A / You’re my number one, with the lemonade” non è esattamente un verso memorabile, ma passi perché a una certa volgarità divertente Kanye West ci ha abituati anche nei sui momenti migliori, e alla fine pure qui risulta esilarante, forse contro la sua volontà. In generale, però, il suo discorso sulla fede ritrovata non va al di là di quello dei predicatori/imbonitori evangelici che in America infestano le televisioni: Dio e Gesù nominati in continuazione, ma senza alcuna introspezione.

Una speranza per Kanye West

Sembrerebbe tutto da buttare e invece non è così. Ci sono momenti brillanti in Jesus Is King, e persino qualcuno toccante, come detto (God Is). Però la differenza con i suoi tempi migliori è palpabile. Tornerà mai il Kanye West che ha dato agli anni Zero alcuni dei dischi più nuovi ed eccitanti? A questo punto le speranze tendono ad esaurirsi: tra il talento e l’attuale mancanza di lucidità mentale al momento è la seconda ad avere la meglio.

Kanye West – Jesus Is King
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Marina Montesano

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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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