Liam Gallagher John Squire

Copertina a parte, la collaborazione Liam Gallagher John Squire è un successo.

Non guardate la copertina. Quella no. È stata creata da John Squire (come quelle degli Stone Roses), con l’aiuto di un grafico. Sì, perché John negli ultimi anni ha accentuato l’interesse per la pittura. Con una marea di figli piccoli ha deciso di fare una vita più casalinga. Per fortuna la musica e la pittura non si incontrano. Per fortuna il disco non ha nulla a che fare con la copertina. Inguardabile.

L’ammirazione di Liam Gallagher per John Squire all’origine del progetto

Il disco suona invece con tante chitarre e non poteva essere altrimenti. John Squire è stato un grandissimo della scena inglese. Così come i suoi Stone Roses. E Liam Gallagher addirittura dice che la band ha influenzato alla grande anche gli Oasis. Non che si senta molto nei loro album, ma vogliamo fidarci. In ogni caso, stavolta, eccoli qui. Insieme, nonostante i dieci anni di differenza. Quello che viene fuori è un grande album rock. Squire scive tutti i brani e poi chiede a Gallagher di cantarli. E Liam non può che accettare. Liam che, non ancora diciottenne, rimase folgorato dal concerto degli Stone Roses a Spike Island nel 1990. E che lo chiamerà per i suoi recenti concerti a Knebworth. Pare che in quelle occasioni si siano buttate le basi per il disco futuro. I pezzi scorrono via veloci, e sentiamo tutte le influenze di Squire. Intrecciate col suo meraviglioso stile chitarristico. Ci sono gli Stones e c’è Hendrix.

Un disco di chitarre

Raise Your Hand segna subito, in apertura, l’intero sound. E sebbene un album rock pieno di chitarre così ben arrangiate sembra quasi riportare ad anni non proprio recenti, il tutto non suona affatto “vecchio”.

L’apertura del ritornello di Mars To Liverpool, l’attacco acustico di One Day At A Time e il blues di I’m A Wheel rendono molto interessante la scelta di variare i brani, anche tipologicamente. Liam è in forma. La voce tiene, come ormai da una serie di album a questa parte. L’intera Love You Forever, uno dei pezzi più azzeccati dell’album, guarda alle chitarre di Hendrix, con quella psichedelia che Squire non ha mai abbandonato e della quale anzi ha fatto il suo marchio di fabbrica. Il rock’n’roll di You’re Not The Only One cade alla perfezione nella voce di Liam, mentre i riff e i lick di John mettono in pace con il (fastidioso) chitarrismo moderno. E che meraviglia quel suono sporco, come deve essere, in apertura del pezzo finale, Mother Nature’s Song.

In attesa dei live

Non resta che vederli dal vivo. Squire ha già affermato che i live saranno brevi, perché in un’ora si può suonare di tutto. Pare ci sarà posto anche per un paio di cover, che non saranno né degli Oasis, né degli Stone Roses. Certo quella copertina…

Liam Gallagher John Squire
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Sono nato quando uscivano Darkness on the Edge of Town, Outlandos D'Amour, Some girls e Blue Valentine. Quasi a voler mostrarmi la strada. Ora leggo, scrivo, suono e colleziono vinili.

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