Run The Jewels – RtJ4
BMG - 2020

Recensione: Run The Jewels – RtJ4

Una colonna sonora per i nostri giorni: Run The Jewels – RtJ4.

“E ogni giorno al telegiornale della sera ti nutrono di paura gratuitamente / E tu sei così insensibile che guardi i poliziotti soffocare un uomo come me /  finché la mia voce non passa da un urlo a un sussurro, ‘Non riesco a respirare’ / E tu te ne stai seduto lì in casa sul divano e lo guardi in TV / Il massimo che puoi fare è una sfuriata su Twitter e chiamarla tragedia / Ma in realtà la farsa è che sei stato derubato della tua empatia / Sostituita con l’apatia”.

Run The Jewels – RtJ4

BMG – 2020

Si può dire che arrivi al momento giusto il quarto disco dei Run The Jewels – RtJ4. Anzi le parole di Walking In The Snow potrebbero essere state scritte in questi giorni, sebbene non riecheggino l’omicidio di George Floyd, bensì quello di Eric Garner, strangolato dalla polizia nel 2014 a New York mentre veniva arrestato per aver venduto sigarette di contrabbando. La novità è che, forse, i tempi sono maturi per non restare soltanto seduti davanti alla TV.

Killer Mike, El-P e il rap woke

Nella musica dei Run The Jewels questi temi ci sono sempre stati. Generalmente erano accompagnati da altri meno woke (o “impegnati”), in genere a sfondo sessuale, che in questo disco spariscono. Segno dei tempi: l’America si mobilita intorno al #blacklivesmatter e Killer Mike ed El-P sembrano fornirgli una possibile colonna sonora. Il primo dei due, soprattutto, è emerso in questi ultimi anni come particolarmente attivo sul fronte movimentista, anche con un endorsement verso Bernie Sanders e con il recente discorso, rimbalzato su molti media, a proposito della situazione corrente.

Run The Jewels – RtJ4 nella tradizione hip-hop

Sul fronte puramente musicale, RtJ4 continua la formula sviluppata dai Run The Jewels nel corso dei primi tre episodi. Una certa propensione industrial-hardcore di El-P, abbracciata in gioventù, si sposa con l’amore per la storia dell’hip-hop. La scelta stessa di presentarsi come un duo rinvia a una delle formule più felici nel rap old-school. Come nei mitici Mobb Deep, ad esempio, entrambi rappano, ma uno dei due produce. Il rimando al passato si sente nella presenza, ormai inusuale, di scratches, provvisti da DJ Premier (di un altro storico duo: Gang Starr) in Ooh La La: ascoltata già qualche mese fa anche nella colonna sonora della serie Ozarks, è uno dei passaggi più accattivanti del disco.

 

Featurings consueti e meno compaiono su RtJ4: Zack de La Rocha, vecchio amico dei Run The Jewels, sulla bella Ju$t insieme a Pharrell Williams. A sorpresa Josh Homme che insieme a Mavis Staples contribuisce alla cupa Pulling The Pin, uno dei brani centrali del disco, anche perché è tra quelli che inseriscono qualche sonorità nuova nel canone dei due.

In attesa di rivederli live, compriamo il disco

Il resto di RtJ4 invece si conforma al passato, il che può essere sia un bene sia un male. È una formula rodata, che rinvia a un certo rap d’impatto, Public Enemy in testa, che oggi è difficile trovare, e che ha nel flow di Killer Mike, sempre di grande qualità, la sua eccellenza; insieme alla potenza, che resta inalterata, e che rende Run The Jewels un act da vedere assolutamente dal vivo. Avrebbero dovuto promuovere RtJ4 in tour questa estate, ma ovviamente è tutto cancellato. Nondimeno hanno voluto, come al solito, anticipare l’uscita del disco di qualche giorno regalando il download, booklet incluso. Propongono una donazione volontaria a favore di un’associazione di avvocati che assiste pro bono chi non si può permettere una difesa decente: vi invitiamo a donare, o ad acquistare l’uscita “fisica” a settembre. Ne vale la pena.

Run The Jewels – RtJ4
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Marina Montesano

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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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