Scortilla - Farhenheit 999
Creuza S.r.l - 2020

Recensione: Scortilla – Farhenheit 999

Back to the future: Scortilla e Farhenheit 451  / 999.

Dunque…il 24 febbraio 1980 al Ludrix di Genova avvenne la prima esibizione di una band destinata prima alla gloria cittadina e, successivamente, a fasti nazionali…

Scortilla - Farhenheit 999

Creuza S.r.l – 2020

Il quartetto costituito da  Pivio, Marco Odino, Edo Livio Bartenor I e Mario Marchesoni  che già aveva deciso di assumere il moniker Scortilla (che in latino significa meretrice…) dopo quella celebre serata che finì, a dir delle cronache, in maniera molto punk, intraprese la strada del successo con il singolo Farhenheit 451 chiaramente ispirato sia al racconto di Bradbury che al film di Truffaut.

Gli ultimi 40 anni

Accadde poi che dopo una esibizione al Festivalbar di Verona il gruppo si sciolse….e qui vorrei finire con il breve sunto, ricordando che il Pivio, dopo la breve esperienza Transcendental con Aldo De Scalzi, ha costituito con il medesimo una delle più solide coppie di compositori di colonne sonore del nostro cinema e, come solista, si è reso autore ed interprete di colte cover e raffinati inediti, mentre Marco Odino ha proseguito con la composizione di musica elettronica, esperienze giornalistiche e composizione di colonne sonore e lavori teatrali. Oggi, esattamente a 40 anni di distanza, Scortilla (ridotti ora al solo Pivio e Marco Odino), tornano con un intero album ovvero il presente Farhenheit 999.

Scortilla – Farhenheit 999

Nell’occasione la band, che presenta il lavoro in vinile con incluso flexidisc (!) dipana nell’arco di 7 tracks più bonus track che mostrano muscoli sonori degni della miglior fatta, attraverso un lavoro di cesello compatto e serrato e che presentano una contemporanea narrazione distopica tutt’altro che datata.

 

L’inizio è affidato a Fahrenheit 999, dove si riprende il filo di un discorso evidentemente mai interrotto. Il brano vede nel testo citazioni nei titoli di Truffaut e si dipana come un’ombra oscura incombente, con un recitato declamatorio minaccioso e, al tempo stesso, seducente. Con Widar Lied si aprono invece suggestioni norrene in lingua teutonica, un preludio al Ragnarok che non lascia speranze e che prosegue in The Return, elettronica purissima e di sapore industriale dove il testo cita celebri defunti  che tornano per portarci nel loro mondo sotterraneo…

Un disco ricco di suggestioni

Destroyed f451 si muove su territori sonori cari ai recenti Clock DVA e destruttura la celebre hit, mente Har Magiddo^ è uno strumentale pregno di visioni per la mente e potrebbe benissimo essere invece usata come colonna sonora per un eventuale reboot di Blade Runner (2049 non lo considero…) a cui segue un reprise di Widar , neanche a dirlo, incombente e plumbeo. Si chiude con Absent, che al mio orecchio ha lo stesso allure dei brani che chiudevano i Bowie berlinesi, una perfetta pop song cibernetica da mandare a memoria, brano decisamente inevitabile e necessario per stemperare il clima pre apocalittico dell’intera opera. Ah, dimenticavo, Intruders, bonus già citata è appassionata cavalcata di maschie valchirie, tanto per rimanere in tema, che seppur slegata dal complesso monolite dell’album, ne è degnissimo compendio e, data la sua natura fisica flessibile, gradevole feticcio.

 

Un plauso finale alla grafica che cita apertamente Essi Vivono e appuntamento quindi al 24 febbraio 2060, ci saremo.

Scortilla - Farhenheit 999
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Marcello Valeri

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Collaboratore per testate storiche (Rockerilla, Rumore, Blow Up) è detestato dai musicisti che recensisce e dai critici che non sono d'accordo con lui e che , invece, i musicisti adorano.

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