Sufjan Stevens & Lowell Brams – Aporia
Asthmatic Kitty Records - 2020

Recensione: Sufjan Stevens & Lowell Brams – Aporia

Sufjan Stevens & Lowell Brams insieme per lo sperimentale Aporia.

Sufjan Stevens & Lowell Brams – Aporia

Asthmatic Kitty Records – 2020

Aporia, parola di origine greca che letteralmente significa strada senza uscita, in ambito filosofico sta ad indicare un problema per il quale non vi è un’unica risposta possibile, o meglio, per il quale vi sono due soluzioni, entrambe valide.  È questo il titolo scelto da Sufjan Stevens per la sua ultimissima fatica: un album di musica elettronica pensato e composto assieme al patrigno Lowell Brams, registrato nel corso di innumerevoli jam sessions nella propria casa newyorkese e pubblicato lo scorso 24 marzo.

Il rapporto fra Sufjan Stevens e Lowell Brams

Il legame che unisce i due musicisti è profondo e di lunga data. Lowell Brams è il secondo marito della madre di Sufjan, ma al di là della relazione familiare, il rapporto fra i due si è via via consolidato, cementandosi nella comune passione per la musica. Se Sufjan Stevens non ha certo bisogno di presentazioni (basti ricordare il magnifico Carrie & Lowell del 2015, dedicato alla madre, tragicamente scomparsa, e indirettamente anche a Brams), Lowell merita forse una breve introduzione. Musicista elettronico di un certo valore, è anche il fondatore dell’etichetta Asthmatic Kitty, casa discografica di Stevens, che già nel 2008  aveva pubblicato Music for Insomnia, frutto di una sua primissima collaborazione con un Sufjan allora esordiente.

Si conferma l’eclettismo di Stevens

Non è certo da oggi che Stevens ha intrapreso la strada della sperimentazione, scegliendo di cimentarsi in una produzione musicale ad ampio raggio, passando con nonchalance dall’indie folk a progetti più elaborati e concettuali. Come nel caso dello splendido Planetarium dato alle stampe nel 2017. Aporia, con i suoi 21 brani, per una durata di un po’ più di 40 minuti è un ennesimo tassello in questa direzione. È  allo stesso tempo, per chi si appresta all’ascolto, l’occasione di mettere da parte, almeno per la durata del disco, le proprie angosce, per abbandonarsi alle sonorità ovattate che lo abitano.

Sufjan Stevens & Lowell Brams – Aporia

Rivendicato sulle pagine della casa discografica con l’aggettivo new age, ci pare tuttavia che il termine sia un poco riduttivo. Aporia è un disco complesso, a tratti ipnotico, a tratti gotico e spesso luminoso, che ha il potere di trasportarci, fra luci e ombre e ritmi più o meno convulsi, in una nuova dimensione, in un interessante viaggio spaziotemporale che si dipana traccia dopo traccia. Ma veniamo ai singoli brani. Spetta a Ousia l’onere di aprire le danze. Un pezzo che ci accoglie tagliente come una lama, si risolve in un rapido crescendo e ci fa atterrare su un tappeto di sintetizzatori. Interessante il contrasto con la calda e ritmata What It Takes, che segue,  in una sorta di alternanza che è la cifra stilistica dell’album.

Runaround è una buona presentazione

Primo singolo estratto e pubblicato lo scorso 19 febbraio assieme ad un video non meno ipnotico The Runaround è anche uno dei momenti migliori del disco, oltre ad essere l’unico  brano non solo strumentale. “Give me a name/ More than a flame /More than a metaphor / What are you waiting for /An open door? / Show me your face / Set it in place / Empty the reservoir / What are you waiting for /My troubadour?”.

 

Così recita il testo cantato da Sufjan, in coda, in un crescendo cadenzato dalle percussioni assicurate da James McAlister.

Un disco che sposa l’Aporia del titolo

Fra gli altri episodi eccellenti segnalo la bella Captain Praxis, con la sua trama complessa che rievoca sonorità anni 70 e 80. O ancora Eudaimonia, sospesa fra chitarra e sintetizzatori, e, infine, l’orientaleggiante Ataraxia. C’è spazio anche per il puro divertissement e alcuni pezzi paiono proprio rispondere a quest’esigenza. È il caso di For Raymond Scott o Palinodes, disarmoniche e sconclusionate, che sembrano un gioco o un mero esperimento e ci si chiede se siano davvero utili all’economia del disco. A mio avviso non  stonano più di tanto, al contrario, mi pare servano a rendere plasticamente il senso di quell’Aporia evocata dal titolo. Un disco da ascoltare con attenzione.

Sufjan Stevens & Lowell Brams – Aporia
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Mariangela Macocco

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Milanese trapiantata a Parigi, fra filosofia e diritto, le mie giornate sono scandite dalla musica. Amo la Francia, il mare e il jazz. I miei gruppo preferiti ? I Beatles, i Radiohead, gli Interpol e gli Strokes.

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