The Dropkick Murphys: un pilota automatico ma virtuoso.

Dovessi scegliere una band in grado di esprimere al 100% il significato di pilota automatico credo che i Dropkick Murphys siano un ottimo candidato. Dieci dischi dal ’96 a qui, più tutta una svariata serie di EP e singoli, e mai una volta che i finti-irlandesi-veri-bostoniani abbiano provato a cambiare rotta, e mi sa che va bene così.
Turn Up That Dial e l’arte del non cambiare
Turn Up That Dial fa quello che deve fare, forse addirittura un po’ meglio delle ultime volte, e parla direttamente a quel pubblico che sa benissimo cosa aspettarsi e non vede l’ora di andare a tirar gomitate amichevoli sotto un palco, oggi più che mai. E che intanto alza al massimo il volume, come da suggerimento del titolo. Ci sono echi dell’hardcore degli albori, ma anche i soliti Pogues, qui citati forse ancora più insistentemente con Queen of Suffolk County. Il punto è che coi Dropkick Murphys non si parla esattamente di musica. Si parla di festa, concerti, cantare a squarcia gola “Mick Jones leave my pudding alone”. Non importa se il disco è bello, ai concerti ci andranno tutti ugualmente. Vabbè, andremo. Vengo anch’io.
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