Christine and the Queens - Paranoia, Angels, True Love

Anno fortunato per Christine and the Queens, che arrivano al quarto disco con Paranoïa, Angels, True Love.

È una parabola fortunata quella di Christine and the Queens, partita con Chaleur Humaine nel 2014, doppiato bene da Chris nel 2018, e giunta quest’anno al quarto disco con Paranoïa, Angels, True Love (Because). Non solo: sempre nel 2023, il Southbank Centre (le/gli) ha affidato (loro) l’organizzazione del prestigioso Meltdown Festival, che nelle ultime tre edizioni è stato curato da Grace Jone, Nile Rodgers, Robert Smith. E questo nonostante il seguito di Chris, Redcar, non fosse altrettanto brillante. Christine and the Queens ha dalla sua lo spirito del tempo, nonché un certo naso per gli affari. I discorsi sull’identità di genere di Héloïse Letissier (è Christine? Chris? Sam? Red? Importa?) accompagnano costantemente ogni nuova uscita e praticamente ogni recensione.

La produzione e i suoni

Eppure, con i suoi novantasette minuti, Paranoïa, Angels, True Love ne offre di musica della quale parlare. La produzione è affidata a Mike Dean, attivo soprattutto nell’hip-hop, ma anche nel pop inclusa Madonna, che il produttore trasporta dagli USA in Europa per partecipare come voce parlante accanto a Christine and the Queens in tre canzoni. Mai avaro di sintetizzatori, Dean li profonde per buona parte dei novantasette minuti, sopra percussioni rimbombanti. Quasi tutti i pezzi sono lenti o mid tempo, il che sottolinea come  Héloïse Letissier sia ormai lontan* dal pop più diretto e molto anni ‘80 degli esordi. Pop sperimentale? In un certo senso sì, perché siamo lontani dalle convenzioni del genere, ma non è detto che sia sempre un bene.

I momenti migliori

Paranoïa, Angels, True Love ha i suoi momenti: Tears Can Be So Soft, dai toni soul (contiene un sample di Feel All My Love Inside di Marvin Gaye), True Love (con 070 Shake), To Be Honest vincono senz’altro la scommessa.

Tuttavia, a fronte di qualche canzone riuscita, il resto sembra durare un’eternità, e a volte il disco si incarta in pezzi veramente inutili, come Track 10 con i suoi undici minuti. Diciamo la verità: un disco di questa lunghezza per tenere desta l’attenzione dovrebbe pullulare di idee e di vitalità. Qui le idee talvolta ci sono, ma restano sepolte da suoni e voci troppo uniformi e, alla fine, noiosi. Se ci sarà una casella “musicista sopravvalutat* dell’anno” nella classifica di TomTomRock 2023, Christine and the Queens si propone per il primo posto.

PS: di Christine and the Queens – Paranoïa, Angels, True Love esiste una versione ridotta con 9 canzoni. La recensione si riferisce all’edizione integrale.

Christine and the Queens - Paranoïa, Angels, True Love
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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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