Recensione: Migos – Culture III

Recensione: Migos – Culture III

Dopo le uscite soliste, tornano i Migos con Culture III.

Migos – Culture III

Capitol / Motown / Quality Control – 2021

Terzo episodio nella serie per una delle formazioni che, nel bene e nel male, hanno cambiato la scena rap dell’ultimo decennio: Migos – Culture III arriva dopo le tre digressioni soliste per Quavo, Offset e Takeoff, nessuna delle quali a dire il vero ha detto granché.

Un disco eccessivamente lungo

Culture III, diciamolo subito, non aggiunge niente al canone dei Migos. Come il precedente è lunghissimo: 19 tracce per 75 minuti, senza nemmeno prendere in considerazione la versione deluxe che supera l’ora e mezza. Un esercito di produttori e un numero ampio di ospiti, inclusi nomi molto noti come Drake e Cardi B, featuring onnipresenti come Future, giovani pop-rapper come Polo G e due giovanissime promesse purtroppo già defunte come Pop Smoke e Juice WRLD. Per questi ultimi due non si può fare a meno di notare come, dopo due album postumi, continui lo sfruttamento di qualsiasi barra abbiano mai prodotto nelle loro brevi carriere. Infine, purtroppo, c’è anche la sortita pop con Justin Bieber (What You See) della quale avremmo fatto a meno.

 

Nonostante questo, Culture III ha la sua unità di fondo, data dalla scelta di beats trap abbastanza standardizzati, sui quali Quavo, Offset e Takeoff si alternano con la consueta destrezza, che è poi l’elemento chiave dei loro momenti migliori. I tre Migos restano buoni rappers, sono una crew in un periodo prevalentemente di solisti, hanno inventato uno stile: non è poco, e anche in questo nuovo episodio questi pregi di fondo non mancano di emergere. Soprattutto, a parte il passo falso con Bieber e qualche altro momento, non cedono alla moda imperante nella trap di cedere il passo al pop melodico.

Il giudizio

Tuttavia, Culture III acuisce i problemi di Culture II. La lunghezza eccessiva qui significa che la metà dei pezzi sono riempitivi senza personalità, ed è veramente troppo. Per contro ci sono anche buoni momenti: un po’ tutto l’inizio del disco a partire da Avalanche fa scintille, culminando in Type Shit con Cardi B. Più avanti Jane riporta i Migos ai tormentoni degli esordi. Ancora Mahomes, Picasso con Future, Light It Up con (?) Pop Smoke sono buoni momenti. È sufficiente per ascoltare magari con un po’ di salti questo Culture III, non per rendere i Migos ancora davvero rilevanti. Per quello dovrebbero impegnarsi di più, ma la scena hip-hop mainstream americana contemporanea, tutto sommato piuttosto moscia, non sembra richiederlo.

Migos – Culture III
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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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