Nero Kane – Tales of Faith and Lunacy
Nasoni Records, BloodRock Records, Anacortes Records - 2020

Recensione: Nero Kane – Tales of Faith and Lunacy

Nero Kane e le atmosfere che percorrono Tales of Faith and Lunacy.

Nero Kane – Tales of Faith and Lunacy

Nasoni Records, BloodRock Records, Anacortes Records – 2020

Per il secondo album del songwriter italiano Nero Kane, Tales of Faith and Lunacy, sono già stati scomodati paragoni illustri: Nick Cave, l’ultimo Johnny Cash, Mark Lanegan. Indubbiamente nel disco ci sono le atmosfere cupe di tutti e tre e, soprattutto, le tematiche spirituali – fino al dispiegamento di una personale religiosità – dei primi due. Ma il dark folk-blues venato di psichedelia di Nero Kane ci ha richiamato alla mente anche Songs Of Faith and Devotion dei Depeche Mode e Fairytales Of Slavery dei Miranda Sex Garden: suggestione peraltro dovuta fondamentalmente alla similitudine dei titoli degli album e ad una certa “cupezza” di fondo delle atmosfere, certo non alla paragonabilità della costruzione sonora e, in fondo, neppure delle tematiche.

Un disco di ricerca

I testi di Nero Kane sono improntati ad una aspirazione per l’amore di un essere superiore che sconfina nel misticismo, come testimonia il brano Mechthild, ispirato all’opera della mistica tedesca Mechthild di Magdeburgo, una frase della quale costituisce anche il testo del recitativo finale. Tutta una serie di riferimenti, in particolare in brani come Mary of Silence e Magdalene, portano a pensare che questo essere superiore sia da identificare con il dio cristiano, ma l’approccio è comunque, appunto, mistico e non certo “catechistico”. Quella che si cerca è la comunione con il divino, con l’essere supremo, la sola capace di lenire il dolore e di far trovare la pace interiore: “I get down on my knees / and I pray to the Lord / oh Mary of Silence / I’m coming to you / to rest in peace” (Mary Of Silence). Ma la strada verso la pace interiore è impervia e può accadere che le nostre preghiere rimangano inascoltate: “And you know … Lord won’t come to save our souls” (Lord Won’t Come).

Nero Kane – Tales of Faith and Lunacy: musica nella quale immergersi

Con la collaborazione di Samantha Stella – che suona le tastiere, firma alcuni testi ed è l’autrice del video del singolo Lord Won’t Come – Nero Kane allestisce un tappeto sonoro minimale fatto di chitarra e tastiere (fra le quali pare di sentir risuonare un harmonium), qua e là un violino, sul quale stende testi spesso ripetitivi fino a diventare un mantra, cantati con una voce straniata e apparentemente priva di espressione.

 

In realtà è proprio questa “monotonia” – alla quale in alcuni brani si aggiunge la voce di Samantha Stella – a conferire ai brani quel desiderio di compenetrazione col “divino” che finisce col permeare l’intero disco. E, a proposito di atmosfere paragonabili, ce ne viene in mente anche un’altra: quella di Lingua Ignota e del suo Caligula, anche se qui i due interpreti non ne hanno l’inquietante e sulfurea voce. In conclusione, un disco “scuro”, dove la musica “sacra” incontra le colonne sonore dei film post-apocalittici come La Strada, ambientati in “deserti” che sono fondamentalmente tali in quanto privi di umanità, pur se pure il paesaggio fa da degno contrappunto con i suoi “dead trees above the hills”. Degna esemplificazione della “poetica mistica” di Nero Kane il video di Lord Won’t Come: a nostro parere il brano migliore del disco, dove il mantra ossessivo di musica e testo quasi si dissolve nei tre minuti finali di chitarre distorte.

Nero Kane – Tales of Faith and Lunacy
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Renzo Nelli

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“Giovane” ultrasessantenne, ha ascoltato e ascolta un po' di tutto: dalla polifonia medievale all'heavy metal passando per molto jazz, col risultato di non intendersi di nulla! Ultimamente si dedica soprattutto alla scoperta di talenti relativamente misconosciuti.

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